Claudio D’Orazi, l’agente dell’Ufficio immigrazione di Bologna accusato di avere chiesto favori sessuali a donne straniere in cambio di agevolazioni per il permesso di soggiorno è stato condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi con rito abbreviato per concussione sessuale.

L’assistente capo della Polizia di Stato, 47 anni originario di Cesena, era stato arrestato un anno fa, nel marzo 2012 su richiesta del procuratore aggiunto Valter Giovannini che ha seguito l’inchiesta. D’Orazi a partire dal 2009 fino al giorno precedente all’arresto, aveva proposto a 2 immigrate (e ottenuto) dei rapporti sessuali con telefonate e sms insistenti. Il giudizio ha provato almeno sei casi.

Le indagini della Procura di Bologna erano iniziate nel settembre 2011 quando una segnalazione arrivò da un collega dello stesso ufficio che ogni giorno tratta la condizione di migliaia di extracomunitari desiderosi di avere i loro documenti in regola. Una vittima inoltre aveva registrato tutto: la voce di D’Orazi al citofono, i rumori del rapporto sessuale.

Inoltre l’assistente capo anche dopo essere stato trasferito in un altro ufficio, a seguito dell’apertura dell’inchiesta della procura, aveva continuato a cercare le donne proponendo ancora la sua intermediazione in cambio degli incontri, nonostante non fosse più all’ufficio immigrazione. Soddisfatta la procura: “È una sentenza severissima che la procura condivide augurandosi che sia di monito verso chi potesse mai pensare di ripetere fatti simili abusando della sua qualifica”, ha detto il procuratore aggiunto Giovannini. Intanto sono in libertà ma sospesi dal servizio i quattro agenti sempre della questura di Bologna, accusati di avere rapinato tre spacciatori stranieri e averne picchiato uno. Presto il giudice potrebbe mandarli a processo.

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