“La sovraesposizione del Pdl nelle testate Mediaset cui si fa riferimento non può che essere affrontata, secondo le norme vigenti, alla conclusione del periodo elettorale”. Così l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in una nota replica alle dichiarazioni di Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, che aveva chiesto quali fossero le intenzioni del Garante dopo i dati che danno una “preponderanza” del partito di Berlusconi nei tg della sua azienda.

Tutto inizia il 16 gennaio con un nuovo richiamo dell’Agcom per violazione della par condicio. L’autorità ha rilevato in Studio Aperto e Tg4 un’eccessiva presenza del Pdl, nel TgLa7 una sovraesposizione di Mario Monti e una sottopresenza di Pd e Pdl, in Tgcom24 una sovraesposizione di Monti e una sottopresenza del Pd. Giulietti di Articolo 21 ha quindi chiesto all’Agcom di intervenire. Da qui la risposta dell’autorità che ha comunicato che affronterà la situazione “solo dopo le elezioni“. 

Pronta la controreplica di Giulietti: “Siamo lieti della risposta che conferma pertanto in modo palese l’esistenza di uno squilibrio più volte rilevato in questi giorni. Tuttavia – prosegue – la lettera fa sapere che ‘i provvedimenti conseguenti saranno adottati alla conclusione del periodo elettorale’. Non riusciamo a comprendere quale sia il nesso tra rilevare squilibri oggettivi e rinviare a tempi indefiniti, non tanto le sanzioni, che francamente ci interessano poco, quanto i tempi compensativi. Come se un arbitro durante una partita di calcio annunciasse che le ammonizioni e le espulsioni saranno assegnate alla fine del campionato“.

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