Over 65 offresi. Italiano. Valuta offerte per trasferimento all’estero. Si richiedono, efficiente sistema sanitario, clima mite…

Questo annuncio potrebbe non tardare ad apparire sui giornali internazionali. Gli anziani, specie se con sostanziose pensioni, sono da un po’ di tempo oggetto di import/export, qualcosa che potrebbe interessare se non il Pil, almeno la bilancia dei pagamenti. Paesi che cercano di accaparrarseli (Svizzera, Gran Bretagna, Grecia, Spagna, Portogallo, Romania, Panama, Singapore, Uruguay, etc) paesi che cercano di esportarli, in testa la Germania (anche in Cina stanno pensando ai loro 360 milioni di aged people) perché troppo costosi per le casse dello stato. L’offerta varia dagli ospizi low cost, alla tassazione agevolata, alle cittadinanze facilitate, a proposte immobiliari vantaggiose per chi intende andarvi a spendere gli ultimi spiccioli della propria vita e delle proprie finanze.

Gli anziani, poco considerati in patria, diventano così un bene pregiato per l’economia, un po’ come i rifiuti per chi sa riciclare. Ma non è necessario quotarsi al listino dei vecchietti, sottostare alle leggi del Mercato accettando la mercificazione. Ci sono altre possibilità, quello di cui una persona anziana ha bisogno non è solo un luogo al sole dove riposare, magari assistito da gentili infermiere oppure in compagnia della moglie o del marito in una lenta e isolata eutanasia di coppia (come nel film Amour, in cui ci si assiste, nella solitudine, fino alla morte reciproca).

Naturalmente gli interventi assistenziali sono necessari, ma con la cartolarizzazione dei nonni, non si migliora la situazione. Occorrono idee, a diventare vecchi ci si può preparare, puntando sui valori della socialità, sul recupero di certe competenze, della coesione e non solo sugli aspetti sanitari. Dobbiamo fare uno sforzo per immaginare un modello di società diverso, meno individualista e più collettivo. Idee, supportate dalle istituzioni, che forniscano soluzioni, anche se nate per altre fasce di età. Con alcuni amici stiamo dando vita a un co-housing (avete visto E se vivessimo tutti insieme?) che riunisce diverse età, diverse possibilità e diversi talenti. Pensare alla vecchiaia, pensare a quando si andrà in pensione, non chiudersi, non isolarsi, coltivare le amicizie, pensare non solo ai nostri nipotini (per crescere un bambino ci vuole un villaggio, recita un proverbio africano). Non tutto deve essere delegato o atteso passivamente dallo stato. Poi potremo decidere se andare all’estero, facendo attenzione quando saliamo su un pullman a non essere deportati a una convention di Samorì per le primarie.

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