Via libera del Bundestag tedesco al terzo pacchetto di aiuti per la Grecia. Il Parlamento lo ha approvato ad ampia maggioranza, anche col sostegno dei partiti di opposizione Spd e Verdi. Le misure di agevolazioni dovrebbero consentire al debito greco di scendere al 124% del Pil nel 2020. Prima del voto è intervenuto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il quale ha chiesto il voto a favore sull’aiuto economico ai parlamentari, ribadendo che ”resta il principio delle condizioni per la Grecia: per Atene è possibile avere delle concessioni solo se porta avanti le riforme passo dopo passo in modo coerente”. 

Chi ha messo in discussione la fiducia su questo voto in settimana sono stati i socialdemocratici. Poi il capogruppo Frank-Walter Steinmeier ha rassicurato i greci e l’Europa intera: ”Non pianteremo i greci in asso. Manteniamo le nostre responsabilità, ritenendo che l’integrazione europea per noi non abbia prezzo”. Il ‘no’ dell’opposizione era stato minacciato per una diversa visione sulle politiche europee adottate in questi mesi da parte della cancelliera Angela Merkel. “Abbiamo deciso di essere coerenti con le nostre convinzioni”, ha aggiunto Steinmeier. L’ex vicecancelliere ha però accusato il governo di aver cambiato posizione su Atene: “Oggi dite che debba restare nell’euro e debba essere aiutata. Questo è bene. Ma è diverso da quello che avete sostenuto nei mesi scorsi. Il salvataggio della Grecia – ha aggiunto – è costoso e viene pagato con i soldi dei nostri contribuenti, ditelo alla gente”.

Intanto lunedì l’Eurogruppo valuterà il programma di ‘buyback‘ di Atene, ovvero il riacquisto dei titoli di Stato, per valutare l’impatto sulla riduzione del debito. Secondo le stesse fonti, il Fondo monetario internazionale ha bisogno di fare nuovi calcoli per vedere esattamente quanto vale il piano, e con quei dati potrà chiedere al suo board di approvare gli aiuti. Se il buyback avrà risultati molto inferiori alle aspettative, ci sarà bisogno di una nuova riunione dell’Eurogruppo, e a quel punto “sarà una grande sfida, perché non c’è un piano B”.

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