“I tanti fenomeni di degrado del costume e di scivolamento nell’illegalità, insieme ad annose inefficienze istituzionali ed amministrative, provocano un fuorviante rifiuto della politica. Serve un senso morale”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando ad Assisi, dove partecipa a un colloquio dedicato al dialogo tra credenti e non credenti insieme a monsignor Gianfranco Ravasi.

“Quel che in Italia acuisce l’incertezza e produce grave disorientamento – ha continuato il capo dello Stato in un intervento nel cortile dei gentili della basilica di San Francesco d’Assisi – è l’inadeguatezza del quadro politico ad offrire punti di riferimento, percorso come è, da spinte centrifughe e tendenze alla frammentazione”. Occorre allora “una larghissima assunzione di responsabilità ad ogni livello della società, in funzione dei cambiamenti divenuti indispensabili non solo nel modo di essere delle istituzioni ma nei comportamenti individuali e collettivi”.

Il presidente ha poi sottolineato che “il mondo laico italiano, nelle sue personalità più famose ed influenti, ha sempre mostrato senso di misura e di rispetto”. Riassumendo le parole di Benedetto Croce, il capo dello Stato ha osservato che da quelle parole bisogna cogliere “il senso di misura e di rispetto che ha caratterizzato l’atteggiamento di personalità tra le maggiori del mondo laico italiano verso la sfera della fede e il patto religioso”. 

“Basta con contrapposizioni sterili e delegittimazioni reciproche – ha concluso Napolitano – che soffocano il nostro paese e la nostra società”.

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