La Glencore (una delle società che hanno presentato una manifestazione d’interesse per l’acquisto dell’Alcoa) pone una condizione imprescindibile per l’apertura formale di una trattativa per l’acquisizione dello stabilimento Alcoa di Portovesme: il costo dell’energia per i prossimi 10 anni non dovrà superare i 25 euro/Mwh. Lo scrive la multinazionale svizzera in una lettera al sottosegretario De Vincenti e al governatore sardo.

Una settimana fa, il sottosegretario allo Sviluppo economico aveva riacceso la speranza degli operai sardi affermando che oltre alla Glencore e Klesch, altre due società avevano manifestato interesse importante per l’Alcoa, “un’azienda torinese e un grosso gruppo cinese”.

Il pretendente italiano è  la KiteGen Research S.r.l. di Chieri. La proposta di Massimo Ippolito, patron dell’azienda, inviata al ministero dello Sviluppo economico, all’Alcoa e alla Regione Sardegna prevede l’alimentazione dell’alluminificio con le sue ‘fattorie del vento’. Per l’Alcoa servono circa 200 macchine, simili all’impianto sperimentale di Sommariva Perno, che coprirebbero circa 1 km quadrato di territorio. Queste, spiegano dalla KiteGen “produrrebbero i 300 mega watt necessari allo stabilimento Alcoa, con disponibilità annue di oltre 5 mila ore. La spesa corrente energetica di Alcoa calcolata a 30 euro a MWh sarebbe già sufficiente a ripagare l’investimento sui generatori in circa due anni”.

Per tutti gli interessati, ha sottolineato De Vincenti, “valgono tuttavia le condizioni per il prezzo dell’energia e le infrastrutture chiarite al tavolo con Glencore che aveva preso del tempo per decidere”. In particolare sul fronte energetico, De Vincenti aveva parlato di sconti “assolutamente in linea con la normativa europea, vicini a 40 euro a megawatt ora”.

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