“Oltre alle svizzere Glencore e Klesch, ci sono altre due società che hanno manifestato interesse importante per l’Alcoa: sono un’azienda torinese e una grosso gruppo cinese”. A riaccendere le speranze degli operai sardi è stato questa mattina il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, intervenendo a Radio Anch’io. Una conferma arrivata anche dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, nel corso della stessa trasmissione radiofonica. Anche se i due politici non hanno fatto i nomi, si sa già che sono la KiteGen Research di Chieri (To) e la Hong Kong Wan Hao International Trading le aziende che hanno richiesto informazioni sullo stabilimento che produce alluminio in provincia di Carbonia Iglesias e che rischia di chiudere il 31 dicembre.

“Certamente – ha spiegato De Vincenti – per l’Alcoa la situazione in sé è difficile, molto difficile, ma i presupposti per una soluzione ci sono: bisogna lavorarci sopra”. Le due nuove manifestazioni di interesse sono, infatti, ancora “a uno stadio molto preliminare”. Inoltre, secondo De Vincenti per tutti gli interessati valgono le condizioni per il prezzo dell’energia e le infrastrutture chiarite ieri al tavolo con Glencore che si è presa del tempo per decidere, mentre Klesch ha già presentato ad Alcoa la richiesta di riaprire il negoziato”. 

In particolare sul fronte energetico, il sottosegretario ha parlato di sconti “assolutamente in linea con la normativa europea, vicini a 40 euro a megawatt ora”. Quanto allo spegnimento degli impianti, il governo sta stringendo la multinazionale americana proprietaria degli stabilimenti sardi a mantenere gli impegni e si sta procedendo secondo gli accordi. “L’azienda, secondo De Vincenti, si è impegnata a tenere in efficienza l’impianto per tutto il 2013 con almeno 50 celle in condizione di essere riavviato da un giorno all’altro”. 

Ma il presidente Cappellacci invita tutti alla prudenza. “Siamo ancora a una fase preliminare e di riservatezza. Quanto alla società torinese, questa offre una nuova tecnologia per l’energia, una cosa molto nuova che credo vada ancora testata e non sia disponibile nell’immediato”. Cappellacci ha, infatti, spiegato che la società di Chieri è titolare di brevetti per lo sfruttamento dell’energia eolica d’alta quota che permetterebbero di estrarre energia per il funzionamento dello stabilimento. Mentre il colosso asiatico avrebbe già fatto richiesta di accesso alla data room. 

Intanto i lavoratori dell’Alcoa continuano nella loro protesta. Ieri mattina, dopo un’assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento di Portovesme, hannomanifestato davanti alla fabbrica di esplosivi della Rwm Italia a Domusnovas.