Hamza Ali Khateeb SiriaIeri è stata una notte di fuoco e morte per gli abitanti della piccola città di Houla, nei pressi di Homs. L’esercito governativo e l’esercito libero si sono fronteggiati tutta la notte e alla fine gli uomini fedeli a Assad hanno compiuto un ennesimo massacro. Dai 110 ai 90 morti si calcola, tra i quali almeno 25 bambini. Questo è il macabro risultato di una carneficina che, ancora una volta, non ha risparmiato bambini, donne e intere famiglie. I corpi di alcuni bambini sono stati allineati per terra, esanimi, con i segni delle coltellate, alcuni con i crani fracassati, mentre i loro famigliari e i sopravvisuti filmano per testimoniare al mondo quello che è successo in una città, sconosciuta a tutti noi, per mano dell‘esercito regolare siriano. Video (Ndr-  immagini che possono urtare la vostra sensibilità) 

L’esodo degli abitanti da questa città è già iniziato. Il Consiglio Nazionale Siriano ha chiesto un vertice straordinario delle Nazioni Unite per determinare le responsabilità dell’Onu di fronte a omicidi di massa, come quello di Houla, visto che in Siria ci sono osservatori Onu.

Il pensiero in questo momento non può che tornare a Hamza Ali Khateeb, il bambino di 13 anni evirato, torturato, infine ucciso con un colpo di pistola e riconsegnato alla sua famiglia dalle autorità siriane. Ieri 25 maggio 2012 è passato un anno dalla sua morte e ovunque, nella Siria in rivolta e nel web, si sono spese parole per ricordare il bambino simbolo della primavera siriana.
Altri 25 bambini si sono aggiunti questa notte a Hamza e alle centinaia di giovanissime vittime di una repressione che non accenna a diminuire. 
 
Oggi i siriani di Houla si chiedono quanto valga per la diplomazia internazionale il sangue dei loro figli.

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