Il presidente iraniano Mamhoud Ahmadinejad

Il premier iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha trovato la ritorsione contro Francia e Gran Bretagna: chiudere i rubinetti del per le compagnie petrolifere inglesi e transalpine. L’Iran ha infatti deciso di sospendere la vendita di greggio alle due nazioni europee. L’annuncio è stato dato dal portavoce del ministero iraniano del Petrolio, Alireza Nikzad, con una nota che recita: ”La vendita di petrolio alle compagnie britanniche e francesi e’ sospesa”. Il fermo sulla vendita del petrolio arriva come risposta alla rappresaglia nei confronti delle sanzioni economiche internazionali imposte dall’Unione Europea e Stati Uniti contro Teheran e che entreranno in vigore dal primo di luglio.

Scopo delle sanzioni della comunità internazionale è quello di costringere il regime iraniano a tornare al tavolo dei negoziati e rivedere il suo programma sul nucleare. Intanto proprio sul programma nucleare si terrà in Turchia, a Istanbul, il prossimo round di colloqui con il gruppo di Paesi negoziatori del “5+1” sul programma nucleare iraniano. Il ministro degli esteri iraniano, Ali-Akbar Salehi, ha dichiarato oggi: “Il mio paese è pronto allo scenario peggiore”. Nei giorni scorsi la stampa iraniana ha anticipato il fatto che la sospensione delle vendite di petrolio potrebbe toccare presto altri paesi europei, come: Grecia, Portogallo, Spagna, Olanda e Italia, anche se poi il governo iraniano ha smentito.

C’è da dire che le sanzioni internazionali che saranno gravose, secondo quanto riporta la Reuters, stanno provocando già enormi difficoltà al paese iraniano per i pagamenti dei carichi di forniture alimentari essenziali come: riso, olio e grano. Visto che i fornitori, temendo di non essere pagati da qui a poco, hanno smesso di inviare i carichi. Il fermo delle importazioni sta provocando così un aumento dei prezzi nei mercati iraniani dei beni essenziali e il rial, la moneta ufficiale, è in caduta libera da settimane, che ha perso oltre metà del suo valore rispetto al dollaro americano.

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