L'ex premier Silvio Berlusconi

Accuse ai magistrati che lo ‘vogliono distruggere’, plauso a Napolitano che ha invitato i giudici a moderare le loro esternazioni pubbliche. E’ un Silvio Berlusconi ‘vecchio stile’ quello che è tornato ad attaccare la magistratura del Paese. Lo ha fatto prima con una lettera a Il Giornale, poi ribadendo a La Telefonata di Canale5 i concetti espressi nella missiva pubblicata dal quotidiano del direttore Sallusti. ”Ho la coscienza di avere servito in questi anni con tutte le mie forze il Paese e ne sono ripagato con un accanimento da parte di alcuni magistrati che non ha eguali nella storia” ha scritto l’ex presidente del Consiglio sul giornale di famiglia. Berlusconi, inoltre, ha detto di soffrire per essere finito “nell’ingranaggio disumano di una giustizia che sembra non rispondere più alle leggi”, sottolineando la “speranza” che “giudici integerrimi e devoti unicamente alla legge e alla verità decidano in piena coscienza e nel pieno rispetto della realtà dei fatti” dopo che il pm ha chiesto per lui una condanna a 5 anni per il caso Mills.

E poi ancora, in ordine sparso: “Si vuole distruggere la mia immagine di uomo, di imprenditore e di politico” e “sono trattato peggio di un delinquente, con accuse che non trovano corrispondenza nei fatti e che sono state smentite nel corso del processo dibattimentale”. “Quello che più mi amareggia in questo momento” ha sottolineato Berlusconi, ribadendo la sua “totale estraneità” a quanto gli viene addebitato, è “constatare fino a che punto la giustizia può essere piegata a pregiudizi di carattere politico e ideologico”. Per motivare questa presa di posizione, l’ex premier ha collegato l’accanimento giudiziario nei suoi confronti dalla decisione di impegnarsi nella vita pubblica, “cercando di trasformare questo Paese”. Decisione che “non mi è mai stata perdonata da tutti quei poteri che si sono visti insidiati nei loro interessi e nelle loro ambizioni”.

Per quanto riguarda il processo Mills, poi, l’ex capo del governo a La Telefonata di Belpietro ha parlato di ”persecuzione giudiziaria”, ovvero di una “operazione di diffamazione senza limiti che ha fatto del Tribunale di Milano un tribunale speciale che vuole far fuori Berlusconi dalla politica e distruggerlo come persona”. ”Tutte le prove dimostrano il contrario – ha proseguito il fondatore del Pdl a proposito del processo milanese – perché mai avrei dovuto ringraziare e compensare un signore che proprio per le sue deposizioni è stato determinante per due condanne in primo grado; perché – ha continuato – avrei dovuto pagare seicento milioni di dollari a chi aveva testimoniato contro di me, tutto questo fa a pugni con la logica e le stesse dichiarazioni di Mills”. Poi il ringraziamento a Napolitano, con Berlusconi che ha plaudito all’intervento del Presidente della Repubblica al Csm, il quale ha invitato i giudici ad esternare di meno.

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