“Noi facciamo solamente dell’arte”. Parole di uno dei registi che hanno messo in piedi le Brigate teatrali Omsa. Eppure quelle donne vestite di rosso che parlano, marciano, comunicano col corpo e si esibiscono secondo i canoni del teatro di strada hanno fatto scuola sì, ma sopratutto nel mondo sindacale. “Licenziata!” è il documentario che attraverso la loro esperienza teatrale mostra la battaglia delle operaie dell’Omsa di Faenza, a cui Golden Lady ha inviato la lettera di messa in mobilità. In altre parole disoccupazione per 230 persone entro marzo. “Se ne vanno in Serbia perché vogliono fare più soldi, e se ne fregano di chi senza lamentarsi ha sgobbato in fabbrica per venti o trent’anni”, dice un’operaia in Licenziata! “Forse – conclude – è proprio quello il problema, abbiamo sempre lavorato senza dire mai nulla”.

Licenziata! porta lo spettatore all’interno del laboratorio teatrale che ha permesso alle operaie della fabbrica di farsi conoscere in tutta Italia con un’efficacia a cui difficilmente un’azione sindacale classica sarebbe potuta arrivare. “Col documentario e col teatro abbiamo fatto molto di più che con un’occupazione della fabbrica. Col nostro spettacolo siamo andate ovunque, anche a Genova e a Mantova”. Parla Angela, 45 anni di cui gli ultimi 23 passati alla Omsa a controllare e confezionare le calze.

“Le brigate teatrali ci hanno portato a contatto con la gente – spiega – c’è un momento dello spettacolo in cui abbracciamo i passanti e gli raccontiamo la nostra storia. Alla fine molti piangono”. Dove non è arrivato il teatro da solo, è allora arrivato “Licenziata!”, documentario ormai di successo che sta girando l’Italia e che concorrerà per il premio Doc in Tour 2012 Emilia-Romagna. Uno dei risultati è stato ad esempio il lancio della campagna di boicottaggio dei prodotti Golden Lady, di cui Omsa fa parte. Una iniziativa che, su stessa ammissione dell’azienda, sta facendo calare le vendite e che con l’anno nuovo sta radicalizzandosi, con presidi di fronte ai negozi Golden Lady per convincere i clienti a non entrare. L’ultimo episodio sabato scorsa a Bologna. “Abbiamo volantinato e parlato con tutti quelli che volevano entrare – spiega Alessia – alla fine il negozio è rimasto quasi deserto per tutto il pomeriggio”.

“Abbiamo seguito le operaie giorno per giorno – racconta Lisa Tormeni, del team che ha dato vita al documentario – e con loro abbiamo tentato di spiegare cosa vuol dire lavorare in fabbrica, e cosa significa non lavorarci più. Per questo – continua Tormeni – il documentario è già uscito e sta girando l’Italia, perché farlo uscire a fabbrica chiusa non sarebbe servito a nulla, invece così mobilita le coscienze”.

“Non sei niente, 20 anni di sacrificio e rimani un numero, carcerati nel braccio della morte”. La morte di cui parla una delle operaie Omsa è quella civile. “Fuori dal lavoro non sei nessuno, non conti più nulla – spiega un’altra – e allora quando ci hanno proposto di raccontare la nostra storia attraverso il teatro abbiamo accettato”. Con timore e non senza qualche perplessità, perché nessuna di loro aveva mai fatto teatro, “ma con la consapevolezza che sarebbe stato il modo migliore per combattere per il nostro posto di lavoro”.

“Licenziata!” è prodotto dalla cooperativa di Forlì Sunset in collaborazione con il Teatro faentino Due Mondi.

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