Il massacro dei bambini del villaggio siriano di Hasal al Ward La settimana appena trascorsa è stata la più sanguinosa da quando è cominciata la primavera siriana. Almeno 66 morti soltanto ieri, da quanto riferiscono gli attivisti sul campo. Il regime di Damasco ha cominciato una dura offensiva contro l’Esercito Libero Siriano (Sel) e i manifestanti; i morti si contano in tutte e due gli schieramenti. Il ministro degli Interni siriano, Mohammed Ibrahim al Chaar, ha dichiarato, attraverso l’agenzia ufficiale Sana, che “il regime è determinato a ristabilire l’ordine e la sicurezza e a ripulire il territorio dai criminali”.

Nei sobborghi di Saqba e Zabadani, passati sotto il controllo del Sel, è in corso una dura offensiva del regime, volta a ripristinare il controllo, non solo in queste due zone, ma in tutta la fascia periferica della capitale. La Lega Araba, a causa dell’escalation di violenza, ha fermato la missione degli osservatori. Nabil al Arabi, segretario della Lega Araba, è volato a New York per cercare il sostegno delle Nazioni Unite ad un piano pacifico di transizione del potere.

Quella che in Siria sta diventando una vera e propria guerra di liberazione racchiude una tragedia dentro l’altra: è quella dei bambini siriani che sono diventati i protagonisti involontari di una rivoluzione che ruba loro l’innocenza. Sono oltre 400 i bambini morti dall’inizio delle proteste.

Hamza al-Khateeb, nato nell’ottobre del 1997 a Jiza, in provincia di Daraa, fu arrestato il 29 aprile a un posto di blocco, mentre si recava a Daraa con altre persone al fine di portare aiuto ai cittadini sotto l’assedio delle truppe regolari siriane. Il corpo del bambino venne riconsegnato alla famiglia mutilato, evirato, e recante altri numerosi segni di tortura, colpi di pistola agli arti e al petto.

Tamer Mohammad al-Sharey
, 15 anni, venne arrestato insieme a Hamza al-Khateeb e come lui morì sotto tortura; gli vennero strappati i denti da vivo, gli cavarono un occhio e gli spararono alle gambe, all’addome e in faccia. Segni di bruciatura da sigarette vennero trovati su tutto il corpo.

E’ di qualche giorno fa l’ultimo terribile massacro di bambini nel villaggio di Hasal al Wuard. Undici componenti della famiglia Bahado sono stati giustiziati dalle forze di sicurezza del regime; tra i morti cinque bambini. Sino a quando l’uomo sarà attratto dal male assoluto? Sino a quando saremo disposti ad accettare che questo accada?

In alto, fotogramma tratto da un video sul massacro dei bambini del villaggio di Hasal al Wuard (immagini forti). Per ingrandire clicca qui

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sarkozy, manca la candidatura ufficiale
“Forti e giuste le misure di Monti in Italia”

next
Articolo Successivo

Siria, la Lega araba abbandona il Paese
L’esercito occupa la periferia di Damasco

next