Una bella osteria tradizionale, di quelle che ti fa la cacio e pepe come una volta, con i suoi prodotti della transumanza freschi freschi, arrivati direttamente dal contadino. Le uova appena covate, l’oste brusco e insolente come richiedono le usanze rudi di una volta, il conto segnato a penna sulla tovaglia…Aspettate un attimo: “Il conto a penna sulla tovaglia”? Ebbene sì, così si usa in alcune delle vecchie, o presunte tali, osterie romane.

Un bel pennarellone sulla tovaglia a quadri di carta e se vuoi portarti a casa il conto devi strappare l’orlo. Casi estremi, s’intende, però non così dissimili da molti altri. Perché scontrini e ricevute fiscali, nonostante gli sforzi (?) delle pubbliche autorità, rimangono una chimera per l’avventore responsabile. Talvolta, nella sazietà da guanciale e con il cervello piacevolmente ottenebrato dal vinello, si ha l’impressione che sia tutto in regola. In fondo, abbiamo in tasca un oggettino che ha tutte le sembianze della ricevuta. Poi lo guardi bene e scopri che c’è quel titoletto: “Preconto”. Meccanismo ingegnoso, che farebbe supporre l’arrivo di un postconto, dopo il pre. Inutile dire che il pre, invece, rimane spesso l’unico documento rilasciato.

Colpa dei ristoratori avidi ed evasori fiscali? Anche. Non di tutti naturalmente (molti sono rigorosissimi e meritori). Ma anche e soprattutto colpa di chi non si fa valere. Di chi non esige che sia rispettata la legge. Della connivenza che spesso si nasconde dietro l’ipocrisia del sorriso, del vogliamoci bene, dell’amichevole considerazione che in fondo così fan tutti e non è così grave. Così finisce che su un campione di tremila controlli della Guardia di Finanza romana, dati 2011, mille ristoratori sono risultati irregolari. Naturalmente le leggi italiche ci mettono del loro per consentire abusi e violazioni. Per dire: la sospensione della licenza, per un minimo di tre giorni, scatta solo dopo tre mancate emissioni di scontrini o di ricevute nell’arco di cinque anni. Tre controlli della Guardia di Finanza allo stesso ristorante sono un’enormità, viste le forze in campo.

E quindi? E quindi, in mancanza di buon senso e onestà, l’unico modo per ripristinare la legalità e stanare gli evasori, è farsi rispettare. Puntarella Rossa, nel suo piccolo, pubblica gli scontrini emessi. E d’ora in poi, per ogni recensione di locale, valuterà anche questa voce: segnalando omissioni, reticenze e “distrazioni”. No scontrino, no party.

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