Si definisco “abusivi per necessità”. Sono i protagonisti della cosiddetta “edilizia spontanea”: 70mila persone che a Bacoli (Na) hanno deciso di procurarsi un tetto sulla testa con il tacito assenso delle istituzioni. Dopo 20 anni, la Procura del capoluogo partenopeo ha rotto il silenzio e inviato le ruspe per l’abbattimento di due di queste abitazioni. Ma una volta arrivate, hanno dovuto affrontare l contestazione di una folla di tremila cittadini e soprattutto le dimissioni, per protesta, del sindaco. Un atto di solidarietà? Non solo, Bacoli infatti, è una città devastata dal cemento selvaggio. E molti di loro temono, un giorno, di vedere tornare le ruspe per la loro abitazione perché “piuttosto che prendere in fitto un appartamento abusivo – spiegano – è tanto meglio costruirsene uno…spontaneamente”.  di Katiuscia Laneri e Vincenzo Iurillo

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Fiaccolata a Giaglione. I No Tav tornano in piazza

next
Articolo Successivo

Treni, Pendolaria il rapporto di Legambiente sui disagi per i passeggeri

next