”Purtroppo i colleghi della Rai sono come intontiti, abituati a sopportarne di tutte e anche un tv che arriva dall’esterno. Non sono protagonisti della proposta televisiva, resi passivi e marginali. Mi aspetto da loro uno scatto di orgoglio, ma sono in ritardo. Dovevano muoversi prima. O sarano semplicemente disoccupati”: è il messaggio che Michele Santoro ha lanciato nel corso del TgLa7 della 20.

L’ex conduttore di Annozero, ospite in studio di Enrico Mentana, ha spiegato che la raccolta per il suo nuovo programma che andrà in onda dal 3 novembre, fatta attraverso l’associazione Servizio Pubblico, ha superato quota 600 mila euro. “Sono contento – ha detto – perchè sento di avere quel pezzo di pubblico che ha creduto in un tv del futuro, una tv più libera”.

Santoro ha poi aggiunto che andrà in onda il giovedì “perchè è il suo giorno”, anche se ora su La7 c’è Corrado Formigli che “fa un buon programma. Ma è una scelta che non ho fatto, io si sapeva”, ha precisato.

Il nuovo programma sarà “su Sky al canale 100, andrà su iPad, in streaming in molti siti e su una catena di tv locali che hanno una potenza di fuoco, ma non di ascolto pari a La7”, ha aggiunto il giornalista. ‘Se La7 chiedesse di andare in onda?’ gli ha domandato Mentana. “Arriva un pò tardi”, ha risposto Santoro che all’inizio della sua chiacchierata con Mentana aveva detto che il tg gli sembrava un luogo perfetto. “Sette per una notte”, è stata la battuta in riferimento al suo Rai per una notte.

“La cosa che mi colpisce di più anche guardando il tg di stasera – ha aggiunto Santoro commentando l’attualità – non è tanto la vicenda Berlusconi, ma lo scollamento tra opposizioni e il fermento che c’è nella società, i giovani sono in piazza”.

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