“Andrò avanti…”, così avrebbe detto Berlusconi al presidente Napolitano. Dopo il voto che ha salvato Milanese ci proverà  davvero, convinto di poter osare l’inosabile.

Come se nulla fosse, la prossima settimana, la maggioranza porterà in aula la legge bavaglio con l’obiettivo dichiarato di colpire il diritto di cronaca, di punire i giudici, di oscurare la pubblica opinione. Dal momento che il capo supremo ha la febbre altissima, i suoi dottori vogliono spaccare tutti i termometri, a loro non interessa porre fine a comportamenti eticamente e politicamente intollerabili; al contrario vogliono buttare la spazzatura sotto il tappeto, affinchè  lo sporco resti, ma non sia immediatamente visibile.

Questo disegno va contrastato, ora e subito, senza aspettare i Maroni di turno, o i pentiti delle banche, delle finanze, della Chiesa, di alcuni giornali. Chiunque provi disgusto e abbia ancora un minimo di amore per la Costituzione e per l’etica pubblica e privata abbia ora il coraggio di scendere in piazza, dica ora che non accetterà bavaglio alcuno, si metta a disposizione di una campagna per la libertà e per la dignità.

Domenica prossima saremo  presenti alla marcia Perugia-Assisi perché, come ha detto il coordinatore della tavola della pace Flavio Lotti, questa deve essere considerata una tappa dela lotta per portare il paese fuori dalla palude e dal fango.

La seconda tappa dovrà esserci la prossima settimana, quando la legge bavaglio sarà in aula: spetterà a noi promuovere in tutte e forme possibili la più ampia presenza su tutte le piazze reali e virtuali. Dovremo restarci sino a quando i molestatori della legalità repubblicana non se ne saranno andati. Qualsiasi distrazione, in questo clima torbido, potrebbe rivelarsi esiziale per il futuro stesso dell’ordinamento repubblicano.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Altro che Idv, il mio posto è al Futurista

prev
Articolo Successivo

Slittano le nomine in Rai, Garimberti: “Lottizzazione prevale su interessi azienda”

next