Non mi era mai successo prima. Per questo sono rimasto stupito e per un po’ ho continuato a scorrere la bacheca su e giù invano. Il link che ho postato sulla mia pagina di Facebook con il mio post di ieri è stato rimosso. Con lui tutti i commenti che erano arrivati.

Allora ho prontamente controllato nella bacheca di alcuni amici che avevano postato il link. Tutti scomparsi. Cosa avrò detto di così pericoloso in quel post da essere stato eliminato da Facebook? Sono forse un pericoloso sovversivo o un giornalista che riporta notizie certe e verificate sulle spese dello Stato? Evidentemente per qualcuno è la stessa cosa…

In poco tempo sono venuto a sapere che non solo il mio post, ma tutti gli articoli de ilfattoquotidiano.it erano bloccati da Facebook che li segnala come “contenuti offensivi” o spam. Cosa sta succedendo? È un attacco di hacker? Come è possibile che nessuno se ne sia accorto? Si tratta forse dello stesso Facebook che per qualche motivo ha deciso di boicottare un sito di informazione scomodo?

Si parla sempre di internet come veicolo di democrazia ma non è così. I contenuti che passano attraverso internet e i loro filtri sono in mano a pochissime multinazionali. Google e Facebook sono tra le più influenti e possono applicare liberamente filtri alle ricerche e alle condivisioni di contenuti. Il falso mito del giovane Mark Zuckerberg che realizza il suo sogno come un ragazzo prodigio e rende il mondo più libero è una emerita panzana. Il ragazzino in ciabatte con lo zainetto è una mascotte di una multinazionale come Topolino per la Disney o Ronald McDonald.

Noi “regaliamo” i nostri dati personali (cosa ci piace, cosa compriamo, chi siamo) a queste corporation in cambio della possibilità di poter comunicare liberamente, poter scrivere e poter leggere delle cose credendo di non subire coercizioni dall’alto. La comunicazione web è in mano a pochi gruppi che gestiscono milioni di dollari e che possono facilitare la riuscita di una rivoluzione in nord africa come boicottare contenuti scomodi in Europa.

Probabilmente il blocco de ilfattoquotidiano.it su Facebook è realmente un errore, ma da questo errore può iniziare una riflessione più profonda sulla comunicazione.

Ps: Segnalatemi problemi di ricerche sballate su Google o di condivisioni bannate da Facebook e proveremo a capirne insieme la logica.

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