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Profughi, svista del ministero: in Emilia individuato un bosco senza luce né gas

Tra le 13 aree dove collocare i profughi libici c'e' quella di Monghidoro. Il sindaco del Pdl: "Hanno preso una cantonata, si tratta di una zona non vivibile. Io non ho avuto nessuna comunicazione"
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Anche l’Emilia Romagna dovrà prestare il suo territorio per l’accoglienza dei profughi libici. Ma nell’area individuata dal ministro Ignazio La Russa – un terreno al confine tra il Comune bolognese di Monghidoro e quello di Firenzuola, in Toscana – non c’è nessun edificio, e nemmeno gli allacci per acqua, luce e gas. Non ci sono neppure strade, ma solo boschi e calanchi. E il sindaco Pdl del paese, Marino Lorenzini, afferma che ai piani alti “hanno preso una cantonata”.

L’area denominata “I tre poggioli” – un centinaio di ettari per la parte bolognese – rientra tra le 13 individuate dal ministero della Difesa come immediatamente disponibili per l’accoglienza in caso di esodi dalla sponda sud del Mediterraneo. La zona appartiene al Demanio, “che ha cominciato a espropriare i terreni negli anni Novanta – racconta il primo cittadino di Monghidoro –. All’epoca, l’intenzione era di costruire un poligono militare, ma i lavori non sono mai cominciati”. Insomma, il terreno è zona militare solo sulla carta, ma di fatto è abbandonato a sé stesso. “Il tempo ha fatto del posto una selva impenetrabile, su cui non c’è lo spazio neppure per montare una tenda – dice Lorenzini –. Non capisco come possano pensare di portarci della gente, secondo me il ministero non sa di cosa parla”.

Oltretutto, gli espropri non sarebbero mai stati conclusi “e alcune zone, a macchia di leopardo, appartengono ancora a privati”. In passato, il Comune aveva anche fatto un tentativo di acquisire i terreni con l’intento di unirli all’adiacente parco della Martina, di proprietà provinciale, e creare un’unica area naturale protetta.

Dall’annuncio del ministro La Russa, a Monghidoro non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale: “Non ho sentito né la Prefettura né la Regione – spiega il sindaco –. L’unica persona con cui ho parlato è il consigliere regionale Alberto Vecchi (coordinatore provinciale del Pdl, ndr) con cui abbiamo convenuto che sulla zona è impossibile ospitare delle persone”. Sul possibile arrivo di profughi, Lorenzini dice di non essere “né preoccupato né prevenuto. Semplicemente, penso che al ministero quell’area non sappiano neanche dov’è. Hanno preso una cantonata”.

A disporre l’utilizzo delle aree sarà il ministero dell’Interno, e anche la Regione “è in attesa che il Governo trasmetta il piano nazionale di emergenza umanitaria per i profughi libici. Dopodiché – spiega in una nota l’assessore alla Protezione Civile, Paola Gazzolo – lavorerà insieme ad Anci e Upi per dare la collaborazione richiesta alle Prefetture e costruire la mappa dell’ospitalità”.

Erica Ferrari

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