Leggo sul sito ufficiale del comune di Mogliano Veneto, che in quanto a sicurezza si fa forte dello slogan “Tolleranza doppio zero” (insomma, una tolleranza fior di farina), un titolo che definirei un capolavoro di semantica del terrore: “Colpite prostitute cinesi irregolari”.

Mi sono subito chiesto: perché “colpite”? Di solito si usa questo verbo quando si colpisce al cuore un’organizzazione, ma qui si trattava di 2 (due) ragazze cinesi che “stentavano a parlare l’italiano”. Si dice nell’articolo che gli uomini dell’Arma entravano in un appartamento “riscontrandovi una vera e propria casa di appuntamenti abusiva”, insomma, se la casa d’appuntamenti non era abusiva (pensate voi a un palazzo della politica a caso, trasformato in casa di tolleranza; e non doppio zero…) andava tutto bene, ma l’abusivismo in campo bagascesco non verrà tollerato (doppio zero!).

A parte il verbo colpire, si dice anche “prostitute cinesi irregolari” e mi sono chiesto se le due siano state “colpite” perché prostitute, perché cinesi o perché irregolari. Insomma quale dei tre era reato? Forse tutti e tre. Forse le prostitute non cinesi ma regolari (pensate voi al nome di una giovane politica a caso) sono tollerate con tolleranza 100. Una prostituta italiana regolare di siffatto genere non verrà “colpita” forse perché ha già preso le “bottarelle” giuste. Ma qual’è il motivo per cui questo vocabolario della sicurezza piace alla gente? Stiamo diventando un paese del far west? Io non ho una risposta, ma può essere che quando non ci sono regole o sparisce il rispetto per le poche condivise, quando l’edilizia, la politica, il lavoro, gli affari diventano “selvaggi”, arriva sempre il tempo degli sceriffi. Esaltare questi tempi non è esaltante.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Lettera a mio figlio (sulle barricate)

next
Articolo Successivo

La fiducia, oggi

next