L’inchiesta giornalistica che in questo post viene pubblicata è un reportage di Exit su La7 sul degrado in cui versa da anni Pompei e che ha avuto stamattina, come prevedibile conseguenza, il crollo della Domus dei gladiatori, l’antico edificio dove vivevano e si allenavano appunto i gladiatori. Il lungo servizio tv risale addirittura all’ottobre del 2006. Da segnalare il fatto che il palazzo Domus crollato è sulla via principale, via dell’Abbondanza, quella maggiormente percorsa dai turisti, in direzione Porta Anfiteatro.

Da oltre sei mesi il sito archeologico di Pompei è senza sovrintendente. Responsabile dell’area è, per ora, un reggente provvisorio, Jeanette Papadopoulos, nominata dal ministro Bondi. Il sostituto sarebbe dovuto essere Angelo Maria Ardovino ma all’ultimo minuto la nomina è saltata, perché Bondi non avrebbe firmato il documento: sul candidato pnederebbe un’inchiesta della procura di Salerno.

Gli scavi di Pompei sono stati gestiti, dal giugno 2009 al giugno 2010, da un commissario della Protezione civile. Gestione sulla cui starebbe indagando la procura di Torre Anunziata. “Sono mesi che denuncio, con interrogazioni e articoli, il degrado allarmante degli scavi di Pompei. Il gravissimo crollo è la dimostrazione che il governo e il ministro Bondi hanno sottovaluto la situazione e raccontano, da tempo, un bel po’ di sciocchezze” dice Luisa Bossa, deputata del Pd ed ex sindaco di Ercolano.

“Quando abbiamo posto la questione del degrado negli scavi – dice la Bossa – Bondi ha risposto in modo piccato e risentito, difendendo il lavoro dei suoi commissari. Il crollo della Domus dei gladiatori è la drammatica, ma inevitabile, risposta a chi pensa che governare significhi raccontare una balla al giorno, attaccando chi a quella balla non crede perché le cose va a guardarle con i suoi occhi. La situazione dei siti archeologici in Campania è drammatica”.

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