A oltre 150 giorni dalle dimissioni di Claudio Scajola, domani dovrebbe essere nominato il nuovo ministro dello Sviluppo economico. Il nome che Silvio Berlusconi proporrà al Capo dello Stato Giorgio Napolitano è quello di Paolo Romani, attuale viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni.

Gli inviti al premier a terminare il suo lungo interim al ministero si sono moltiplicati nell’ultimo periodo. A chiedere la nomina non sono più solo i partiti di opposizione e il Presidente della Repubblica Napolitano, ma anche Futuro e Libertà e numerosi esponenti dell’economia e dell’industria che hanno manifestato in più occasioni insofferenza per questo vuoto istituzionale. Tra gli ultimi a lamentare la mancanza di un referente politico l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne – “lo aspettiamo anche noi” – la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e Diego Della Valle.

Tra le prime questioni che il nuovo ministro dovrà affrontare ci sono gli investimenti nel nucleare, fortemente voluto dal predecessore, Claudio Scajola, con la nomina del presidente dell’Agenzia per la sicurezza e l’approvazione del documento programmatico sulla strategia nucleare. Altra questione di rilievo sarà la legge sulla concorrenza, all’interno della quale è inserita anche la riforma della rete di distribuzione dei carburanti, attesa da anni e non ancora varata, ma anche la legge sul made in Italy, attesa da oltre 70mila aziende.

Ma ciò su cui tutti attendono Romani al varco sono le decisioni sul settore radiotelevisivo. Romani è da sempre considerato uomo fedelissimo del premier.

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