“Ci domandiamo se colui (o coloro) che ha ideato questa iniziativa si renda conto dell’esposizione al ridicolo. La convinzione fideistica di essere sempre nel giusto fa perdere il buon senso oltre che la misura. Dalle banche ci si aspetta professionalità, competenza, correttezza, sobrietà, ma evidentemente i tempi sono cambiati, e nell’era dello spettacolo e dei social si pensa che un video accattivante o una buona interpretazione possano sopperire ad altre carenze“. Le parole della Delegazione trattante con Intesa dei sindacati Fabi, First-Cisl, FisacCgil, Ugl, Uilca e Unisin riportano la questione del video motivazionale girato dalla filiale di Banca Intesa di Castiglion delle Stiviere a una dimensione di etica del lavoro. Perché di questo si parla, al netto del fenomeno virale sul web.

Lo dice la cronaca. Qui c’è una banca o, meglio, la Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che a inizio estate ha indetto il concorso “Un video per raccontare il bello della vostra filiale”. Un modo per fare “team building”. Lo spiegava la stessa banca: “Fate un lavoro di squadra, coinvolgete i vostri colleghi, mettete in moto le energie di tutti”. Nessun confezionamento particolare perché, annotava la Divisione Banca dei Territori – diretta da Stefano Barrese e che si occupa di clienti retail, personal e piccole e medie imprese – “non cerchiamo il nuovo Fellini, non serve Mastroianni”, ma un video “originale, corale e, se volete, ironico”. In quattro, secondo quanto apprende ilfattoquotidiano.it, sarebbero poi stati premiati nel corso della convention. Obiettivo: raccontare “qual è il bello del vostro lavoro” e “perché siete speciali per i vostri clienti”. Da sottolineare: partecipazione facoltativa, nessun obbligo per i dipendenti delle filiali. Che, però, se il direttore chiede è difficile dire di no… Infatti molti dicono di sì. E anche se virale è diventato solo quello di Castiglione delle Stiviere, pure altri video erano stati resi pubblici. Come ad esempio “Bankariu’s Karma”, ovvero la parodia del brano sanremese di Francesco Gabbani che già lo scorso giovedì era stata pubblicata su Facebook dalla Fabi Intesa Sanpaolo (“Una leggerezza dei delegati, ho fatto rimuovere tutto”, specifica il segretario nazionale della Fabi Lando Sileoni); oppure un filmato con un cagnolino che vuole aprire un conto, nato dalla filiale di Firenze; un’altra clip sui “Momenti di gloria” con riferimenti agli sport olimpici, ideata dalla filiale di Lissone. Quei video erano stati realizzati per uso interno: in teoria tutto visibile ai soli 88mila dipendenti (64mila in Italia), ma ovviamente destinati a finire sulle bacheche social di chi in banca ci lavora. Resta il fatto che l’iniziativa è stata censurata dai sindacati come qualcosa che ricorda la Coppa Cobram della saga di Fantozzi, perché ovviamente ciò che era volontario nei fatti è stato da alcuni percepito come obbligatorio. Poi l’imprevisto, assolutamente prevedibile: quei video hanno iniziato a circolare al di fuori dall’intranet della banca.

Da settimane vengono rimpallati tra chat di bancari e nelle scorse ore quello della filiale di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, è diventato un fenomeno virale. “C’è un alto dirigente di Intesa che ha delle esperienze cinematografiche e televisive, potevano far girare un video a lui. Invece hanno preferito utilizzare i dipendenti”, afferma Sileoni a ilfattoquotidiano.it. E anche se l’esortazione era arrivata dalla banca, Sileoni precisa che “non risulta alcun tipo di pressione da parte dei vertici affinché venissero realizzati i video. Certo – aggiunge – personalmente avrei intrapreso un altro tipo di iniziativa”. L’azienda esprime inoltre totale sostegno e vicinanza ai colleghi, soprattutto per l’impatto psicologico, perché i personaggi coinvolti sono “sorpresi e decisamente dispiaciuti” e aggiunge che non ci saranno licenziamenti né sospensioni, ma totale sostegno. Chi prende duramente posizione, come detto, è invece la Delegazione trattante con Intesa dei sindacati Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl, Uilca e Unisin che parla di “grottesco scambiato per realtà”: “Le immagini che abbiamo visto riportano alla memoria la saga di Fantozzi e il Direttore Totale Cobram, per cui di primo acchito si è portati a credere a una parodia – scrivono i sindacati – ma ad un’analisi più approfondita risulta invece tutto vero e alla risata spontanea subentra la mortificazione”. Messaggio finale: “Simili iniziative vengano abbandonate“.