“Oggi piscina!”, così Don Massimo Biancalani, un prete pistoiese, presentava in un post la giornata di svago regalata ad un gruppo di profughi nigeriani, gambiani e senegalesi come premio per aver lavorato come cuochi e camerieri per una onlus. “Loro sono la mia patria, i razzisti e i fascisti i miei nemici”, scriveva il sacerdote il 17 agosto. Ma sotto le foto dei ragazzi sorridenti in acqua ha ricevuto solo offese e terribili insulti, la maggior parte dei quali a sfondo sessuale.

Una storia che ha fatto il giro del web anche grazie ad un tweet di Matteo Salvini. Il leader della Lega Nord ha pubblicato le foto del “prete anti-leghista e anti-fascista” definendolo anche “anti-italiano”. Dopo aver assicurato che “non è un fake” ha ironicamente augurato “buon bagnetto”. Ma il sacerdote e i migranti il bagno lo hanno fatto negli insulti. “Fare bene il prete vuol dire portare a spasso i negri?” chiede un follower del segretario del Carroccio. E ancora: “Non capisco perché certa gente non si trasferisce in Africa ma rompe i coglioni in Italia” commenta un profilo che nel nome riporta #NoIusSoli.

Ma l’onda oltraggiosa era già partita direttamente sulla bacheca facebook di don Massimo. Alcuni utenti hanno immortalato la serie di insulti. “Ti piacciono i negretti eh, goditeli” si legge tra le risposte pubblicate in uno screenshot. Un linguaggio che ha spinto facebook a eliminare il post. Sul suo profilo il sacerdote pistoiese fa sapere che il suo messaggio in bacheca è stato bannato dal social per 24 ore: “Alcune foto di ragazzi africani in piscina sono un problema?

L’impegno per l’accoglienza, la solidarietà, l‘antirazzismo non fanno parte degli “standard” di comunicazione di Facebook?”. Ma se il social blocca in maniera preventiva in attesa di verifica e solo su segnalazione, nel frattempo la storia è uscita dalla virtualità ed è diventata un vero e proprio atto di vandalismo. Nella notte “sono state tagliate tutte le gomme delle biciclette dei ragazzi migranti di Vicofaro” racconta don Biancalani.

 

 

 

In tanti nei commenti e sul web hanno mostrato solidarietà al sacerdote e alla sua missione d’accoglienza. Tanto che il caso è diventato politico. Il Pd Vannino Chiti ha denunciato sia il “vergognoso attacco da parte di Salvini e della sua Lega”, sia gli “atti di vandalismo compiuti contro i migranti che don Massimo ospita”. In una nota il senatore democratico scrive che don Massimo come “un prete di tanti anni fa, don Lorenzo Milani, dice che la sua patria sono i più umili e che rifiuta razzismo e fascismo”. Ma se “non stupisce l’attacco dei lepenisti alla Salvini né il silenzio del sindaco di Pistoia e della sua giunta di destra” colpisce “il silenzio della Chiesa ufficiale e di tante comunità e parrocchie cristiane. Colpisce la disattenzione delle forze democratiche. Attenzione: lo dico per ognuno di noi. L’indifferenza non è una virtù. Apre ad un futuro che richiama un passato tragico e violento. Da non dimenticare mai”. Ed è intervenuto anche Gianfranco Librandi sempre del Partito Democratico: “Matteo Salvini ha perso l’ennesima occasione per tacere”. L’attacco al parroco non è solo vergognoso ma anche “pericoloso” scrive in una nota. Il segretario di Possibile Pippo Civati e il deputato Andrea Maestri, auspicano che il leader della Lega “sia processato per istigazione a delinquere e violazione della legge Mancino“.

A distanza di qualche ora dallo scoppio del caso politico è intervenuto anche il sindaco di Pistoia, eletto pochi mesi fa con il centrodestra, Alessandro Tomasi, che sul suo profilo social scrive: “Non può esserci che una ferma condanna delle offese e delle minacce che in queste ore stanno dilagando su Facebook. Non ci troviamo d’accordo con le idee di don Massimo Biancalani, ma nessun tipo di attacco violento e razzista può essere tollerato”.

L’ennesimo episodio di razzismo avviene a pochi giorni dal caso di Verona, dove ad una quindicenne di colore, con cittadinanza italiana, è stata esclusa da un concorso canoro perché “italiani si nasce non si diventa. Ancor prima una ragazza di vicino Chivasso, a Torino, aveva denunciato al fattoquotidiano.it di essere stata discriminata in un annuncio di lavoro sui social perché nella foto profilo compariva con il suo ragazzo nigeriano. Mentre ad inizio agosto a Cervia un giovane italiano non è stato assunto come cameriere perché aveva la “pelle nera”.