Quarantasette morti, 20 feriti e 36 dispersi. E’ il bilancio dei monsoni che hanno flagellato il Nepal nella zona confinante con l’India, scatenando inondazioni e frane. Decine le cittadine e i villaggi allagati, migliaia le case distrutte. Centinaia i turisti in difficoltà, tra cui Francesca Chaouqui, bloccata in un hotel di Chitawan. La donna – protagonista di Vatileaks 2 e per questo condannata in Vaticano a 10 mesi di reclusione con pena sospesa – si trova in vacanza vicino a Kathmandu e ha lanciato un appello sui social per mobilitare i soccorsi.

Dopo i primi tweet, Chaouqui si è rivolta direttamente al ministro degli Esteri e al segretario del Pd Matteo Renzi, citandoli su Twitter. “Angelino Alfano siamo bloccati a Chitawan – ha scritto – Il fiume ha esondato, l’albergo è allagato, siamo senza acqua ed elettricità. Unici italiani. Aiuto”. Poco dopo ha coinvolto anche l’ex premier: “Per favore Matteo, aiutaci. Non abbiamo risposta da Farnesina, l’acqua sta salendo”. Dopo alcune ore, ha postato anche una foto della situazione nel suo albergo, spiegando che nella stessa situazione nel Land Mark Hotel ci sono anche 20 bambini.

Secondo quanto riportato dai media locali, sono circa 8mila i poliziotti e i soldati impegnati nei soccorsi, resi difficoltosi dal crollo di ponti e dalle frane che bloccano le principali vie di comunicazione. “Abbiamo attivato elicotteri, barche a motore e zattere in diverse postazioni. Nel distretto di Surkhet siamo riusciti a portare 200 persone in rifugi sicuri”, ha riferito il governo. La Chaouqui ha allungato lamentato su Twitter l’assenza di soccorsi, avvertendo che “gli animali sono morti” e “l’acqua sta salendo al primo piano” della struttura, avvertendo che manca la luce per ricaricare i cellulari.

Chaouqui, già membro della Commissione pontificia sulle finanze vaticane, è stata condannata a 10 mesi (pena sospesa) per aver “concorso nel reato commesso da Lucio Ángel Vallejo Balda”, cioè la divulgazione di notizie al centro dello scandalo Vatileaks 2. Dopo la sentenza dello scorso luglio aveva annunciato di avere ancora dei documenti a disposizione e di voler scrivere un libro “per raccontare a mio figlio Pietro la verità su questo processo”. Libro poi effettivamente pubblicato a gennaio.