Tanto rumore per nulla. Fabio Fazio rimane alla Rai, raddoppia la giornate in cui andare in onda, e quasi duplica il compenso. Le bordate ad alzo zero dei mesi scorsi contro Viale Mazzini sono servite solo ad aumentare la posta in gioco. Nulla di più nulla di meno. Intanto il 53enne conduttore ligure passa da Rai3 a Rai1, e conquista la prima serata domenicale e la seconda serata di lunedì. Come segnala Davide Maggio sul suo sito web, secondo le indiscrezioni la struttura del programma riprenderà la falsariga di Che tempo che fa e dei suoi infiniti spin off, con tanto di Luciana Littizzetto e Nino Frassica.

Per quel che riguarda il contratto, punto saliente della protesta di Fazio che alla Rai aveva imputato la colpa di non valorizzarlo abbastanza, il Cda di Viale Mazzini ha approvato nella seduta dedicata prevalentemente allo schema dei palinsesti autunnali 2017 (che mentre scriviamo è ancora in corso ndr) la proposta di contratto per lui: 32 prime serate e 32 seconde serate l’anno per, secondo quanto segnala l’AdnKronos, “11,2 milioni di euro per 4 anni, ovvero 2,8 milioni l’anno”.

L’aumento dello stipendio annuale, rispetto all’importo annuale precedente (1,8 milioni di euro) gli verrà concesso a fronte di un impegno maggiorato e sulla rete ammiraglia e che quindi, come suggeriscono dagli ambienti Rai, in proporzione ci sarebbe una flessione del compenso. “La proposta presentata dal dg al Cda (come prevede lo statuto per contratti superiori ai 10 mln di euro) è stata approvata a larga maggioranza con l’astensione del consigliere Giancarlo Mazzuca e l’assenza del consigliere Carlo Freccero, che ha lasciato la seduta prima del voto”.

Fazio ha debuttato nella tv italiana nel lontano 1983 come imitatore nel programma Rai, Pronto Raffaella. Ma il vero successo lo ottiene gilet, camicia rosa e sciarpetta dalla Sampdoria come ideatore e conduttore di Quelli che il Calcio… nel 1993. Già all’epoca Fazio guadagnava oltre il miliardo di lire. Seguiranno Anima Mia e la conduzione/organizzazione del Festival di Sanremo 1999-2000 mettendo insieme sul palco dell’Ariston a presentare signori come Pavarotti, Gorbaciov e Dulbecco. Nel 2003 invece inizia la sua più incredibile e duratura avventura tv con Che tempo che fa, inizialmente una specie di strisia modello almanacco del giorno dopo protoambientalista poi lentamente sempre più talk alla Letterman.