Sono a pranzo a Rapallo insieme e la versione di entrambi è la stessa: “Napolitano ha parlato e il Pd ha ubbidito”. Beppe Grillo – che venerdì ha chiuso a Genova la campagna elettorale del candidato sindaco Luca Pirondini – e Davide Casaleggio – oggi al convegno dei giovani di Confindustria – commentano così il fallimento dell’accordo sulla legge elettorale con lo sbarramento al 5%, affossata dopo il voto su un emendamento che riguardava il Trentino Alto-Adige. E sulla possibilità che Luigi Di Maio possa essere il candidato premier del M5S, Grillo si limita a dire: “Decideremo, vedrete”. Sulle regole per la selezione dei candidati, poi, spiega: “Non lo sappiamo ancora”. E poi scherza: “Stiamo selezionando” le persone “con degli algoritmi e abbiamo preso come capo della comunicazione Ray Donovan. Loro hanno preso Jim Messina e noi Donovan“, afferma l’ex comico facendo riferimento al protagonista della serie tv Usa.

Il pranzo – presenti solo il consigliere Regionale lombardo Stefano Buffagni e Maurizio Benzi, socio della Casaleggio Associati – serve a fare il punto anche sulle divergenze interne emerse nel M5S sul Fianum e sul fallimento di quella linea del dialogo con il Pd che aveva – con il beneplacito di Casaleggio – in Luigi Di Maio il suo volto. Un fallimento che ha avuto il suo contraltare nella soddisfazione dell’ala ortodossa ma che non sembra intaccare le chance di premiership del vice presidente della Camera.

Il protagonista del giorno, tuttavia, resta Casaleggio. Il figlio di Gianroberto dà un taglio prettamente economico al suo intervento alla platea di Confindustria. Il tema della Rete, per una volta, viene solo sfiorato, in un discorso che ha nel rapporto tra innovazione e crescita il suo perno. “Non arrendiamoci allo zero virgola, pensiamo ad una crescita a doppia cifra e nell’innovazione le doppie cifre ci sono”, è il messaggio di Casaleggio agli industriali. E a loro elenca le criticità dell’attuale politica economica italiana: dalla burocrazia inefficiente (“impatto da 30 mld sul Pil”) al dato di un Paese che sulla banda larga parte “azzoppato” fino alla scarsità di investimenti sulle imprese innovativi rispetto agli altri “big” Ue. “In Italia non mancano le idee, ma un ecosistema di investimenti“, sentenzia Casaleggio jr. La platea applaude prudente mentre il presidente Vincenzo Boccia apre al dialogo con il M5S ma non risparmia loro un duro avvertimento: “Se ci fosse una tassa sulle fesserie avremmo risolto il problema del debito”.

Del resto in diversi punti le proposte M5S e quelle di Viale dell’Astronomia collidono, a partire da quel reddito di cittadinanza che continua ad accendere la polemica tra Pd e M5S. “Costa 62 miliardi e non 14 come dice Di Maio“, argomenta il deputato Pd Michele Anzaldi incassando la replica del MS5: “Ne costa 15, Anzaldi è stato smentito dall’Istat”. Il tema, forse non casualmente, viene tenuto in disparte sul palco dagli industriali da Casaleggio che a Rapallo, per la prima volta, sceglie un inusuale attacco frontale, puntando il dito contro Napolitano.