Il Ddl Concorrenza vara la riforma della rete di distributori di benzina e apre il cantiere della Rc auto
Meno distributori di carburanti in Italia, ma più grandi e moderni, in grado di offrire prezzi più bassi e servizi migliori. È l’obiettivo formale della riforma della rete di distribuzione, inserita dal governo nel Disegno di legge sulla Concorrenza, approvato in Consiglio dei ministri nella serata di giovedì 23 luglio. La norma stringe le maglie per gli impianti, in modo da far chiudere quelli troppo piccoli e obsoleti, e fondi per finanziare la conversione a stazioni di ricarica elettrica o di biocarburanti.
Nel Ddl non sono invece entrate le norme contro il telemarketing in telefonia, che avrebbero dovuto seguire quelle già varate dal Decreto Bollette contro le telefonate moleste per luce e gas. Secondo fonti del ministero delle Imprese, riferisce l’Ansa. se ne riparlerà durante il dibattito parlamentare, dopo un ulteriore confronto con le categorie coinvolte. Idem per il “diritto alla doggy bag“, cioè la possibilità di portar via gli avanzi di cibo dai ristoranti. Era previsto fino all’ultimo nella bozza del Ddl, ma è sparito nel testo definitivo. Potrebbe però rientrare durante l’iter parlamentare, dopo una trattativa con i ristoratori.
In pratica il cuore del ddl è la riforma delle pompe di benzina con la razionalizzazione della rete tramite chiusura e/o riconversione degli impianti obsoleti e a basso erogato verso i biocarburanti e la ricarica elettrica.In Italia ci sono oltre 22mila stazioni, contro le 14mila in Germania e le 10mila in Francia. Ma solo il 5% ha un erogato sopra i 3,5 milioni di litri all’anno, cioè la media dei distributori europei. Impianti più grandi, è la convinzione del governo, avranno le economie di scala per offrire prezzi più bassi. Il Ddl prevede requisiti più rigorosi e maggiori controlli per le stazioni. Dal 2028, per ottenere una nuova autorizzazione, gli impianti dovranno inoltre offrire almeno una soluzione di alimentazione alternativa ai carburanti fossili (elettricità, biocarburanti o idrogeno).
Per sostenere la trasformazione, è istituito un fondo da 120 milioni di euro per il triennio 2028-2030 (40 milioni all’anno). In pratica, viene previsto un contributo fino a 60mila euro, nella misura massima del 50% delle spese sostenute, per i titolari di impianti di distribuzione del carburante che scelgano di riconvertirli in una stazione di ricarica di veicoli elettrici o per la produzione di biocarburanti
“È una svolta storica, una riforma attesa da anni per un settore strategico del nostro Paese -, ha dichiarato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso -. Manteniamo l’impegno assunto con la filiera e interveniamo nel momento giusto per accompagnare il comparto nella sua trasformazione”.
Il disegno di legge modifica poi i criteri di riparto del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione: l’ammissione delle emittenti televisive comunitarie alla graduatoria viene subordinata alla presenza di almeno un dipendente per ciascun marchio o palinsesto e per ciascuna area tecnica, mentre l’accesso ai contributi vien esteso alle emittenti televisive locali con numerazione automatica che utilizzino almeno un megabit al secondo di capacità trasmissiva. Viene poi conferita al governo una delega per la riforma dell’assicurazione obbligatoria per la Rc auto. L’obiettivo, spiega una nota, è di “rendere il premio più proporzionato al rischio effettivamente assunto, a migliorare il funzionamento del risarcimento diretto e a rafforzare il contrasto alle frodi assicurative e all’evasione dell’obbligo di assicurazione”.
Infine la norma modifica i requisiti per l’iscrizione al ruolo degli agenti di affari in mediazione prevedendo, in alternativa ai titoli oggi richiesti, il possesso di una laurea, da individuare con decreto ministeriale, e il superamento di un apposito esame, con obbligo di aggiornamento professionale continuo mediante crediti formativi, a pena di sospensione o cancellazione dal ruolo.