“Accompagnamento all’abitare” dei 4.500 residenti “ufficiali” nei campi rom della Capitale, attraverso la “richiesta dell’alloggio” (popolare, ndr) e il “contributo all’affitto per i primi due anni”. Ovviamente “solo a chi ne avrà diritto”. Per fare ciò, l’amministrazione si servirà di un “ufficio rom” da ricostituire nei prossimi giorni con un’ordinanza a firma della sindaca Virginia Raggi, dopo che Ignazio Marino aveva smantellato nel 2013 quello creato da Gianni Alemanno nel 2008. I fondi? “Si utilizzeranno i 3,8 milioni messi a disposizione dall’Unione Europea”. La sfida è annosa e molto sentita. Ma per capire se questa sarà finalmente la volta buona, bisognerà attendere almeno due anni, ovvero il termine stabilito per la chiusura dei primi due villaggi (e per ora solo quelli) de La Barbuta” e “La Monachina, quando finalmente si potranno tirare le somme. Rispetto al titolo – “piano per il superamento dei campi rom” – forse ci si aspettava qualcosa di più. In realtà, quello comunicato dalla prima cittadina è un compendio di buone intenzioni che ricalcano pedissequamente la Risoluzione del Parlamento Europeo del 2011 e la conseguente Strategia Nazionale 2012-2020. Non molti invece i dettagli sulle soluzioni abitative, lavorative e scolastiche, nessuna indicazione sul problema dei campi informali (vedi Salviati 1 e 2) e assenza di un crono-programma anche indicativo.

PATTO DI RESPONSABILITA’ CON LE FAMIGLIE

L’impressione è che i campi rom di Morena e Massimina rappresentino una sorta di sperimentazione, per capire se la strada intrapresa è quella giusta. Laura Baldassarre, nel presentare i punti salienti della delibera che dovrà essere approvata in Giunta, prende in prestito un’altra definizione dal passato, quel “patto di responsabilità” sul quale contò anche Francesco Rutelli, nel 1995, quando ebbe l’intuizione di creare i Villaggi della Solidarietà e rendere “regolari” i campi fino a quel momento illegali. “Roma Capitale condurrà una regia pubblica nei campi – ha spiegato l’assessora – svolgendo una funzione di coordinamento fra le azioni della Asl e della Guardia di Finanza. Ci rivolgeremo direttamente alle famiglie, senza intermediazione. Dobbiamo imparare dagli errori passati”. L’obiettivo è uscire dalla logica della “discriminazione su base etnica”. Per far questo “verrà abolito il trasporto scolastico nei campi, salvo quelli non serviti dai mezzi pubblici (più della metà, ndr)” e i genitori rom “accompagneranno i figli a scuola come tutti, consentendogli di frequentare tutto l’orario scolastico”; per questo “monitoreremo anche il rendimento, non solo la frequenza”. Previsti, invece, programmi di formazione “finalizzati all’accesso al lavoro” per “diminuire il tasso di criminalità e accrescere la produttività”: non sono stati forniti dettagli a riguardo, sebbene in passato si fosse parlato di coinvolgere la comunità nel riciclo dei rifiuti e nel commercio di prodotti etnici.

BONUS CASA O EDILIZIA POPOLARE?

Su un punto Laura Baldassarre è chiara: “Coloro che non sono autosufficienti dovranno essere coinvolti nei programmi già in atto per tutti gli altri cittadini”, che sono le liste d’attesa per le case popolari e, soprattutto il “sostegno all’affitto”, quest’ultimo per i primi due anni. Basterà? La sindaca e l’assessora hanno parlato anche di “protocolli di collaborazione con la Guardia di Finanza, con l’Agenzia delle Entrate e con l’Inps” per scovare quei soggetti che non hanno diritto all’assistenza capitolina. In questi mesi sarebbe stato svolto anche un censimento (“che mancava dal 1996”, ha puntualizzato Raggi) i cui numeri non sono stati però forniti, se non quello già noto dei 4.500 ospiti dei campi ufficiali. Mistero anche sul destino dei “non idonei”, ovvero quelli che avrebbero la possibilità di lasciare subito i villaggi, per i quali non sono stati indicati deterrenti al bivacco. Poche risposte, infine, anche sul fronte dei cosiddetti “campi informali”, quegli insediamenti (come Tor Sapienza, ma non solo) non autorizzati dal Campidoglio ma talmente difficili da rimuovere che il Campidoglio ormai da anni vi fornisce i servizi essenziali come acqua, elettricità e vigilanza. “Stiamo mettendo a punto – ha rivelato Baldassarre – un piano per l’emergenza abitativa che riguarda tutti i cittadini, non solo i rom. Queste persone saranno introdotte in questo programma”.

RAGGI: “RIPORTIAMO ROMA IN EUROPA”

Quel che è certo è che la sindaca Raggi è convinta della bontà e della riuscita di questo piano, sebbene – incalzata dai cronisti – non abbia voluto sbilanciarsi nell’ipotizzare tempistiche. “Negli anni scorsi sono stati sperperati fra i 24 e i 30 milioni di euro l’anno – ha spiegato – noi utilizzeremo solo fondi europei. Abbiamo già revocato tutti i bandi vecchi, è finita la mangiatoia. Abbiamo anche fermato l’erogazione dei servizi e messo in piedi uno speciale patto di responsabilità con le famiglie”. A proposito di bandi, non è stato invece possibile fermare quello da 1,8 milioni, pubblicato nel luglio 2016, con il quale si vuole realizzare il nuovo Camping River (XV Municipio), gara alla quale ha partecipato ad oggi solo il vecchio gestore del villaggio, al posto del quale sorgerà questo nuovo insediamento. Una beffa di fronte a cui Baldassarre ha alzato le mani: “Purtroppo è stata una procedura portata avanti dagli uffici, non c’è stato modo di fermarla”. Insomma: un nuovo campo subito in attesa di chiuderne due fra 24 mesi.