La Ferrari sbanca Montecarlo: primo Sebastian Vettel, secondo Kimi Raikkonen. Una doppietta che mancava da sette anni (l’ultima volta a Hockenheim 2010) e che davvero stavolta vale doppio. Perché arriva proprio nel weekend in cui Lewis Hamilton praticamente non è pervenuto (solo settimo, in una gara viziata dai problemi in qualificazione) e la Mercedes resta addirittura fuori dal podio, completato dalla Red Bull di un ottimo Daniel Ricciardo. Bisogna tornare a Michael Schumacher per vedere una Ferrari davanti a tutti nel Gp di Monaco.

La pole position e la prima fila tutta rossa erano il presupposto miglior per sognare una grande vittoria. I due piloti, ma anche i meccanici e i tecnici, sono stati bravissimi a farla diventare realtà: il weekend della Ferrari è stato semplicemente perfetto, senza una sbavatura in un gran premio logorante che induce spesso all’errore. La gara ha invertito la griglia di partenza, con Vettel che ha scavalcato Raikkonen ai box, per quello che è anche l’ordine più favorevole per la classifica del mondiale. Nessun regalo, però: il tedesco è stato premiato dalla strategia di squadra, certo, ma in fondo è stato artefice del proprio destino. Solo quei giri da campione, dopo il pit-stop del compagno, gli hanno consegnato il successo finale, che può davvero dare una spallata alla stagione.

La corsa si è decisa intorno a metà gara, dopo che la partenza non aveva riservato grandi emozioni. Come voleva la Ferrari, in fondo: il semaforo verde era l’unica vera incognita che avrebbe potuto complicare la gara. Ma Raikkonen è scattato molto bene, Vettel un po’ meno ma comunque a sufficienza per tenersi dietro Bottas. Superata in testa la prima curva, il Cavallino ha potuto gestire a piacimento il gran premio. Sempre in pieno controllo, il trionfo di una rossa non è mai stato in discussione. Bisognava solo capire con chi.

La svolta è arrivata intorno al 30° giro, quando i doppiati hanno cominciato a smuovere gli equilibri in testa. Complice forse un pizzico di indecisione di Raikkonen, Bottas ha accorciato la distanza dalle rosse, e dietro di lui si sono accodate anche le Red Bull, finalmente competitive. Tutti insieme, in coda come in tangenziale in una domenica d’estate. Il primo a rompere gli indugi è stato Verstappen, che si è fermato per anticipare la Mercedes. A quel punto si è innescata una reazione a catena che ha portato tutti i big a fermarsi: Bottas in marcatura su Verstappen, poi Raikkonen su Bottas. Ma stavolta la tattica giusta era restare fuori più a lungo possibile. Lo ha capito Vettel, spingendo al massimo per guadagnare quei secondi che gli permettessero di scalzare il compagno. Una sfida a distanza sul filo dei millesimi, l’unica possibile a Montecarlo. L’ha vinta il tedesco, che è rientrato davanti a Raikkonen. E pure Ricciardo, forse oggi il più veloce di tutti in pista, che è riuscito ad infilare in un colpo solo Bottas e Verstappen, guadagnandosi il secondo podio consecutivo. Si arriverà così alla bandiera a scacchi. Perché Raikkonen ha accusato il colpo staccandosi subito dalla testa, e anche dietro non è successo più nulla. Solo un brutto incidente senza conseguenze, in cui il rientrante Button (al ritorno in F1 su McLaren, al posto di Fernando Alonso impegnato nella 500 miglia di Indianapolis) ha ribaltato letteralmente la Sauber di Wehrlein. Qualcuno ha provato ad approfittare della safety car per fermarsi una seconda volta e montare la super soft, ma spazio per i sorpassi proprio non ce n’era.

In questa gara per certi versi storica per la Ferrari, il grande assente è stato Lewis Hamilton. L’inglese ha scelto il Gran Premio peggiore per toppare le qualifiche, dove era stato tradito da una bandiera gialla e un pizzico di presunzione: partire dal 13º posto a Montecarlo, su una pista dove il sorpasso è praticamente un’eccezione, è fatale. Infatti ci ha messo venti giri solo per rientrare in zona punti, staccato oltre mezzo minuto dalla testa. Mai in gara e quasi rassegnato, non ha provato neppure una strategia alternativa per provare a ribaltare la situazione. Alla fine, grazie a un paio di sorpassi ed altrettanti incidenti, ha chiuso settimo, limitando i danni ma fino a un certo punto. Adesso il vantaggio di Vettel è salito a 25 punti, e anche la Ferrari ha scavalcato la Mercedes nella classifica costruttori. Da oggi i campioni devono inseguire.

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