“La Cia ed i servizi di intelligence sudcoreani hanno cercato di assassinare Kim Jong-un“: è l’accusa lanciata da Pyongyang, che parla di una “sostanza biochimica” con cui gli 007 avrebbero voluto eliminare il leader nordcoreano. Lo riporta l’agenzia di Stato Kcna, a sua volta rilanciata dall’agenzia di stampa cinese Xinhua.  Pyongyang ha anche annunciato tempestivamente una risposta: “Staneremo e distruggeremo senza pietà fino all’ultimo i terroristi dell’americana Cia”. Lo ha annunciato il ministero della Sicurezza statale nordcoreano, in un comunicato stampa diffuso dall’agenzia Kcna. Anche l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap riferisce della minaccia di un doppio attacco “anti-terroristico” contro le agenzie di intelligence sudcoreana e americana.

E’ l’ultimo episodio di un crescendo di minacce che Pyongyang ha rivolto agli Stati Uniti: solo qualche giorno fa, l’agenzia di stampa nordcoreana aveva fatto sapere che “l’esercito sta osservando attentamente i movimenti militari degli imperialisti americani, ed è pronto a reagire in ogni modo”. L’accusa, era quella di aver fatto volare “dei bombardieri strategici B-1B sui principali obiettivi della Corea del Nord”, andando “verso una guerra nucleare nella penisola coreana”. Effettivamente le forze aeree americane, giapponesi e sudcoreane avevano sorvolato il territorio nordcoreano: il portavoce del ministero della Difesa di Seul ha spiegato che le esercitazioni congiunte servono solamente “a scopo di deterrenza nei confronti delle provocazioni di cui si è resa protagonista la Corea del Nord”, come il lancio di missili balistici a medio raggio alla fine di aprile. Nel frattempo una squadriglia di navi americane guidate dalla portaerei Carl Vinson era stata inviata al largo delle coste nordcoreane, nell’ambito di esercitazioni navali congiunte con le forze armate della Corea del Sud.

In un momento di altissima tensione tra i due Stati, a sorpresa era arrivata una dichiarazione di Donald Trump, che in un’intervista a Bloomberg News aveva detto che sarebbe stato “onorato” di incontrare il leader nord-corerano, se si creassero “le giuste condizioni”. Rispetto all’ultima accusa di Pyongyang sul presunto “tentato omicidio”, la Casa Bianca non ha ancora rilasciato nessuna dichiarazione.