La Camera ha approvato la nuova legge sulla legittima difesa che ora passa al Senato. I sono stati 225 (Pd, Ap, Civici e innovatori), i no 166 (M5s, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Sinistra Italiana e Mdp) mentre gli astenuti sono stati 11 (Centro Democratico e Psi). I voti contrari naturalmente sono arrivati da posizioni opposte. Tra i più accesi oppositori il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini che per l’occasione si è presentato a Montecitorio per la discussione finale e le dichiarazioni di voto sulla legge. Dopo l’ok dell’Aula il leader del Carroccio ha gridato dalle tribune della Camera: “Vergogna, vergogna!“. La presidente della Camera Laura Boldrini l’ha ripreso, sottolineando che “non si può gridare in tribuna”, mentre dai banchi del Pd gli è stato gridato “Fuori, Fuori!” e “Buffone”. Nel frattempo, Salvini è stato accompagnato fuori dai commessi.

“Questi non sono normali, sono tutti scemi” aveva detto poco prima Salvini parlando a Radio Padania. “Legittima difesa di notte? – ha commentato – Siamo alla difesa variabile in base alle fasce orarie. C’è poi il grave turbamento psichico, che è assolutamente discrezionale per il giudice”. “Per fortuna esiste la Lega – ha aggiunto – Li terremo chiusi tutta notte in Parlamento”. In realtà dal Parlamento sono già usciti tutti, visto che l’ok è arrivato dopo poche decine di minuti di discussione finale, nonostante le proteste teatrali di tutte le destre, Lega in testa.  “La difesa è sempre legittima” è il testo, in verde, stampato sul grande striscione bianco che i deputati nordisti hanno srotolato nell’emiciclo della Camera mentre Nicola Molteni teneva la dichiarazione di voto. La presidente Boldrini ha chiesto l’intervento dei commessi per la rimozione dello striscione. Ma alla fine è stata una “gara di cartelli”, pure se con lo stesso testo, con i Fratelli d’Italia. Mentre la presidente indiceva la votazione, i deputati di Fdi hanno composto, con lettere scritte a mano su fogli singoli, la scritta “la difesa è sempre legittima”. Quando i commessi hanno tolto le lettere, i deputati guidati da Giorgia Meloni hanno esposto altri cartelli con la stessa scritta, ma più piccola. Stessa scritta è stata esposta, dopo la proclamazione del risultato, da parte dei parlamentari leghisti.

Cosa prevede il testo appena passato alla Camera?

I confini della legittima difesa
Viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. Già oggi si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un’aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio.

Il turbamento esclude la colpa
Nella legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.

Assistenza legale a carico dello Stato
Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.