Un giovanotto con la coppola, le bratelle, la sigaretta in bocca e lo sguardo rivolto ad una signorina con l’ombrellino, che da parte sua socchiude gli occhi quasi imbarazzata. Sembra un fotogramma di un qualche B-movie che fa il verso a Il Padrino o forse una di quelle cartoline che vendono ancora nei chioschi per turisti di Catania o Palermo. E invece è questa l’immagine scelta per sponsorizzare il G7 di Taormina ai media stranieri. La foto del giovanotto con la coppola è infatti uno dei fotogrammi scelti dall’app governativa dedicata a chi si accredita all’evento. Una rappresentazione della Sicilia che ha fatto scoppiare la polemica sui social network, con tanto di mailbombing annunciato alla Presidenza del Consiglio.

Ma non solo. Perché il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone, ha annunciato di volere scrivere una lettera al premier Paolo Gentiloni per “chiedere il ritiro immediato della foto“. “Agli attacchi delle tv nazionali mi sono abituato ma non rassegnato, di certo non avrei mai immaginato di dover prendere le distanze da uno spot per il prossimo G7. Mi auguro si sia trattato di un errore e per questo chiederò formalmente alla presidenza del Consiglio dei ministri di ritirarlo. Alimentare i soliti stereotipi sui siciliani non giova a nessuno tanto meno ad un’Italia che intende ripartire”.

E dire che annunciando la scelta della città siciliana per ospitare l’evento, Matteo Renzi aveva usato parole che andavano in un senso completamente opposto. “Il G7 dovevamo farlo a casa mia, a Firenze, ma dopo che qualcuno in Europa ha detto che la Sicilia era soprattutto terra di mafia ho deciso di farlo qui, per dimostrare i valori di civiltà che abbiamo in questa terra”, aveva annunciato l’ex premier spiegando che “la prima opera, la più importante, che rimarrà a Taormina dopo il G7 è che avrete una immagine mediatica di questa città in tutto il mondo spaventosa. Non c’è opera più impattante per l’economia di un territorio che la foto di gruppo del G7″. E infatti, al pronti via ecco il giovane con la coppola ad accogliere gli accrediti dei giornalisti di tutto il mondo.