I ritardi e le code alle fermate, le solite corse soppresse, i vecchi bus in panne o addirittura in fiamme. E quelli nuovi, che potrebbero dare una boccata d’ossigeno alla Capitale, ancora fermi in magazzino per problemi burocratici. È l’ultimo disservizio di Atac, dove è appena arrivato il nuovo direttore generale Bruno Rota: dei 150 nuovi autobus annunciati nell’autunno 2016 da Virginia Raggi (ma comprati coi fondi stanziati da Ignazio Marino, dopo la gara bandita dal commissario Francesco Paolo Tronca), ce ne sono circa 40 non ancora in circolazione. Colpa dei ritardi nei pagamenti da parte della municipalizzata, che affondano le radici nei centinaia di milioni di euro di debiti nei confronti dei fornitori. Un circolo vizioso che diventa un tunnel senza fine per la mobilità romana.

Era uno dei famosi 43 successi” della giunta Raggi elencati sul blog di Beppe Grillo: 165 nuovi bus a disposizione di Atac e quindi dei cittadini della Capitale. Un’iniezione di risorse non da poco, visto che parliamo dell’8,5% dell’intero parco mezzi su gomma dell’azienda (che all’ultimo rapporto 2016 contava 1.920 bus, per altro con un’età media superiore ai 10 anni). Peccato che ad oggi circa un terzo non sia ancora in strada. Per gli ultimi 15 bus, quelli su cui c’è davvero la firma del Movimento 5 stelle (e del Giubileo: sono stati finanziati con i risparmi dell’Anno Santo), effettivamente ci voleva un po’ di tempo: la gara è da poco stata aggiudicata, dovrebbe essere completata entro l’estate. Intanto sarebbero dovuti arrivare i primi 150: la sindaca, insieme all’assessora Linda Meleo, li aveva annunciati in pompa magna lo scorso settembre, attirandosi le critiche dell’opposizione (ma anche dell’ex direttore generale Marco Rettighieri), perché l’acquisto di quei mezzi risaliva in realtà all’amministrazione Marino. A prescindere dalla paternità, però, la notizia è che a un anno esatto di distanza dall’indizione del bando, ne mancano all’appello alcune decine.

Dovevano essere consegnati a tranche di circa 25: i primi hanno debuttato a novembre 2016, gli ultimi erano in calendario per lo scorso marzo, ma sono ancora fermi nel concessionario “Iveco Romanda Diesel”, come segnalato da alcuni blog locali (“Sferragliamenti dalla Casilina”). Il problema è essenzialmente di natura economica: Atac non ha liquidato gli ultimi pagamenti. Il fornitore in un primo momento aveva deciso di anticipare l’ultima consegna rispetto ai tempi previsti. Ma poi visto i ritardi nei bonifici da parte della municipalizzata, ha deciso di attenersi al termine ultimo previsto dal contratto. Ovvero la fine del mese di aprile.

Ma è possibile che ci voglia più di un anno di tempo per mandare in strada 150 autobus di cui si era iniziato a parlare a inizio 2016? “Purtroppo sì, e questo dà l’idea di quanto sia complicata la situazione romana”, conferma a ilfattoquotidiano.it Enrico Stefano, presidente della commissione Mobilità in Campidoglio. “La colpa non è di questa amministrazione ma di chi ci ha preceduti: fino a fine agosto l’ex direttore generale dell’azienda, Marco Rettighieri, non aveva concluso la gara perché pretendeva una garanzia da parte del Comune, che poi si è scoperto non servire. E questo ha fatto perdere mesi preziosi”. Il resto lo hanno fatto i problemi economici della partecipata: “In un’azienda gravata da centinaia di milioni (325 per la precisione, all’ultimo bilancio 2015, ndr) di debiti nei confronti dei fornitori, i ritardi nei pagamenti sono all’ordine del giorno”. La situazione, comunque, dovrebbe sbloccarsi nelle prossime settimane: “Capisco il disagio, anche un autobus in più è importante a Roma. Ma entro fine mese tutti i mezzi dovrebbero essere consegnati come da contratto. E aspettiamo i prossimi 15 entro l’inizio dell’estate: lì i fondi giubilari sono cash, non dovrebbero esserci problemi”, assicura il consigliere M5s.  Alla fine i bus arriveranno, anche se in ritardo. Come da tradizione per Atac.

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