Non le manda certo a dire Fabri Fibra, che nel nuovo album (Fenomeno, in uscita venerdì 7 aprile) si scaglia contro la madre e il fratello Nesli, protagonisti delle canzoni “Ringrazio” e “Nessun aiuto“. Il rapper 40enne si racconta al Corriere della Sera, parlando senza filtri della sua famiglia. La sua era la “tipica  situazione italiana: la famiglia schiaccia i ragazzi, i genitori cercano la propria realizzazione attraverso i figli e così si creano danni enormi e molte di quelle notizie che finiscono nei tg. Guarda quel ragazzo che si è suicidato dopo che la madre lo ha denunciato perché si faceva le canne”.

Fibra dice di aver “sempre vissuto male il fatto che in famiglia dovessimo salvare la facciata quando c’era la guerra mondiale in casa”. Questa guerra mondiale la racconta nei suoi testi, dove parla di botte ricevute dalla madre “fino a quando non usciva il sangue” e “cattiverie per farmi male”. E nello spiegare il perché abbia deciso di tirar fuori la verità solo adesso spiega: “La vita è un dono e non posso permettermi di tenere questa cosa dentro fino alla morte”. Si sfoga anche contro il fratello, al quale canta che “Sentirti parlare d’amore un po’ mi stanca” nel pezzo dedicato a lui. “Mi ha sempre attaccato e io non ho mai risposto”, racconta. “Non potevo più non affrontare il problema”.

Ma Fabri Fibra, all’anagrafe Fabrizio Tarducci, ne ha anche per i rapper di oggi, che secondo lui “non hanno contenuto perché hanno accettato la sconfitta della società e parlano solo di moda. Non credono più a nulla (…) però mi rivedo nella voglia di dare fastidio di questi rapper. A differenza dei vari Michele Bravi che non hanno idea di cosa fare ma si vedono bene a farlo e allora fanno quello che gli dicono i vecchi, i rapper (e i cantautori indie) sono self-made man che cercano di spodestare chi c’è”. Con una grossa eccezione: “Non parlo di Fedez che prende i soldi dai vecchi della tv, ma in ogni circo serve una scimmia che balla”.