Lo sciopero dei mezzi pubblici che nel secondo giorno del Salone del Mobile ha paralizzato per quattro ore Milano ha ottenuto i frutti sperati dai sindacati. Mercoledì sera infatti Comune di Milano, la partecipata Atm e i rappresentanti dei lavoratori hanno raggiunto un accordo sul nodo della delibera in base alla quale tra un anno avrebbe dovuto essere emanato un bando per la messa a gara separata dei servizi di gestione di metro e mezzi di superficie, parcheggi, sosta a pagamento e bike sharing. Lo spacchettamento, che secondo i sindacati avrebbe messo a rischio posti di lavoro oltre a minacciare la qualità del servizio, non ci sarà. La giunta guidata da Beppe Sala si è impegnata a “individuare le modalità normative, tecniche ed economiche per la gestione unitaria di tutti i servizi di mobilità”, privilegiando quindi il lotto unico, anche per “mantenere la garanzia occupazionale e salariale dei lavoratori coinvolti”.

“Con l’accordo raggiunto il Comune si impegna a garantire i livelli di occupazione attuale, in caso di gara pubblica e anche di affidamento diretto, una decisione che verrà presa più avanti – ha spiegato l’assessore al Lavoro, Cristina Tajani -. Un altro principio che sarà garantito sarà quello dell’unitarietà del servizio, quindi non ci sarà lo spacchettamento temuto dai lavoratori. Ci sarà una gestione unitaria dei servizi della mobilità accessori, per garantire il perimetro del servizio e l’occupazione”.
Le modalità di affidamento, “se con gara o in house, verranno poi definite”, ha aggiunto l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli.

In attesa del bando, l’amministrazione comunale prorogherà i contratti di servizio con Atm “non riducendo il perimetro di esercizio” e confermando la previsione di spesa approvata dal Consiglio comunale con il Bilancio preventivo 2017, “al fine di non ridurre ma potenziare l’attuale servizio di mobilità fornito all’utenza”. Verrà poi creato un tavolo permanente di confronto sul futuro del trasporto pubblico locale e uno per individuare le scelte migliori “al fine di garantire il mantenimento occupazionale, la crescita e lo sviluppo aziendale e conseguentemente le ricadute positive sullo sviluppo occupazionale futuro”. Un “ottimo risultato”, secondo Luca Stanzione della Cgil, “tutto quello che chiedevamo è in questo accordo”.