Stefano Antonio Donnarumma nelle vesti di amministratore delegato e Luca Lanzalone nel ruolo di presidente. Sono questi i due principali nomi nuovi per i vertici di Acea spa, la società partecipata al 51% dal comune di Roma che si occupa di servizi idrici ed energetici. Nel pomeriggio di lunedì 3 aprile, l’amministrazione comunale ha ufficializzato le liste dei “candidati” per il rinnovo del cda da parte degli azionisti. Candidature che saranno ratificate dall’assemblea degli azionisti il 27 aprile (o al massimo il 4 maggio in seconda convocazione). Oltre a Donnarumma e Lanzalone, sono stati indicati quali componenti di parte pubblica del consiglio anche Gabriella Chiellino, Liliana Godino e Michaela Castelli. Un lavoro politico certosino messo a punto da Virginia Raggi per tentare di non scontentare nessuna delle anime del M5s presenti nell’amministrazione comunale.

Qualche polemica, tuttavia, l’ha suscitata proprio la nomina a presidente dell’avvocato Lanzalone, per alcune settimane chiamato gratuitamente in Campidoglio in qualità di “consulente legale” sull’ingarbugliata vicenda dello stadio della Roma, mossa vista come “sospetta” da diversi esponenti di opposizione, che sono arrivati a parlare di “ricompensa” da parte del M5s capitolino. Un momento molto atteso quello di ieri per la sindaca Raggi, che avrebbe voluto mettere mano al cda di Acea sin dai primi giorni del suo mandato – ormai 10 mesi fa – salvo poi dover fare marcia indietro in virtù della clausola di risarcimento mostre da 1,3 milioni accordata all’ormai ad uscente, Alberto Irace, al momento del suo arrivo a piazzale Ostiense. “Ci batteremo con ogni mezzo per difendere il nostro 51% e l’acqua come bene pubblico essenziale, nel rispetto del referendum del 2011“, aveva scritto Virginia Raggi in un post su facebook proprio il 2 luglio 2016. In uscita anche il presidente Catia Tomassetti e i consiglieri Elisabetta Maggini, Roberta Neri e Paola Antonia Profeta, tutti espressione dell’ex giunta guidata da Ignazio Marino.

CHI SONO I NUOVI VERTICI
Fra le nuove nomine, quella di Donnarumma rappresenta certamente la carta dell’esperienza. Ingegnere dal 1994 e attualmente presidente della milanese A2A, il manager era già stato nell’azienda capitolina dal 2007 al 2012 – quando il Campidoglio era guidato da Gianni Alemanno – svolgendo prima il ruolo di direttore operazioni di Acea Distribuzione (il braccio operativo di Acea spa per la gestione della rete elettrica e della pubblica illuminazione di Roma) e divenendo poi presidente e quindi amministratore delegato della stessa società. Negli ultimi anni, Donnarumma era passato alle dipendenze di Adr Aeroporti di Roma nel ruolo di airport management e accountable manager degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, per poi diventare presidente della società Adr Assitance. Prima dell’esperienza in Acea, invece, aveva ricoperto ruoli nelle aziende private Bombardier e Alstom, produttrici di treni fra cui quelli destinata all’Alta Velocità Italiana.

Lanzalone, al contrario, è conosciuto nella capitale soprattutto per aver seguito negli ultimi tempi la vicenda dello stadio della Roma e di aver permesso a Virginia Raggi di raggiungere l’accordo che porterà nelle prossime settimane alla revisione completa del progetto relativo al nuovo impianto di Tor di Valle. Un “incarico gratuito” quello fin qui ricoperto dall’avvocato genovese, che ha un passato recente a Livorno come consulente di un’altra amministrazione pentastellata, quella di Filippo Nogarin, per la quale ha seguito il caso Aamps. Il giorno della ratifica verranno ufficializzati anche i nomi dei membri del cda espressi dalla parte privata, in primis il gruppo francese Suez Environnement, che detiene il 23,3% di quote ed esprimerà 3 componenti, e il Gruppo Caltagirone Spa, che ne esprimerà soltanto 1. Va ricordato che il 22 settembre scorso Caltagirone ha ceduto a Suez il 10,85% delle azioni, proprio in cambio di una quota del 3,5% della spa francese.

UN NOME PER OGNI ANIMA GRILLINA
Come detto, Virginia Raggi questa volta ha avuto la possibilità di non scontentare nessuno, assegnando un ruolo a ciascuna delle principali anime che compongono la sua amministrazione e la maggioranza che la sostiene. Se l’ad Stefano Donnarumma è indicato come persona gradita alla componente lombardiana, con riferimento alla deputata Roberta Lombardi e al presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, Lanzalone è diretta espressione della stessa sindaca, rimasta fin qui molto soddisfatta dal lavoro compiuto dall’avvocato sulla vicenda stadio. Spazio anche all’assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, che avrebbe voluto un salto di carriera per il suo braccio destro Giorgio Simioni, maè costretto ad “accontentarsi” di esprimere una delle consigliere d’amministrazione, Gabriella Chiellino, 48enne veneta specializzata in risparmio energetico. Da Genova, come Lanzalone, arriva anche Liliana Godino, contatto di Beppe Grillo e già responsabile acquisti di Grandi Navi Veloci. Infine, Michaela Castelli, 47 anni, avvocato e manager dall’ampio curriculum “consigliata” dall’ad in pectore Donnarumma.

DUBBI E POLEMICHE
Le nomine partorite dal Campidoglio non piacciono però al Pd e a Forza Italia, che attaccano frontalmente la sindaca. “Ecco la vera natura del M5s – dice Lorenza Bonaccorsi, deputata del Pd – Acquisire che l’avvocato Lanzalone ha lavorato gratis per il comune sullo stadio e quindi viene ricompensato con la nomina a presidente Acea è un reato”. Le fa eco Davide Bordoni, capogruppo capitolino di Forza Italia, secondo il quale “le nomine in Acea sono ad appannaggio di amici e creditori della sindaca, come l’avvocato Luca Lanzalone che aveva lavorato gratis per il comune e che ora, come risarcimento, si ritrova uno stipendio da dirigente”. Polemici perfino i Verdi: “Siamo sorpresi, ma non troppo, che proprio sulla questione delle nomine dei vertici Acea il M5s abbia rinunciato al tanto sbandierato metodo della ricerca del curriculum migliore”.