La Sezione disciplinare del Csm ha emesso un provvedimento di censura nei confronti del procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini. Il caso in questione era relativo alla vicenda di Vera Guidetti, la farmacista che uccise sua madre e poi si suicidò due anni fa esatti, nel marzo 2015, due giorni dopo essere stata ascoltata dal pm come persona informata sui fatti in un’indagine su un furto di gioielli. La farmacista lasciò un biglietto in cui diceva che Giovannini, durante l’audizione, l’avrebbe trattata come una criminale e non le avrebbe creduto. “Rimango convinto di avere agito correttamente” ha commentato il magistrato, che ha annunciato ricorso in Cassazione contro la decisione del Consiglio superiore della magistratura.

Giovannini è stato sanzionato per l’accusa di aver continuato ad ascoltare la donna come persona informata sui fatti, nonostante fossero emersi nel frattempo indizi a suo carico, che avrebbero richiesto la presenza di un difensore. A casa della farmacista furono infatti trovati degli oggetti di valore, che lei stessa ammise essergli stati portati in casa, in conto deposito, da un uomo, indagato per un furto con raggiro avvenuto pochi giorni prima a Bologna. Secondo il procuratore generale che sosteneva l’accusa, Giovannini avrebbe dovuto sospendere l’audizione e consentire alla donna (a quel punto in qualità di indagata), di nominarsi un avvocato difensore. Il procuratore aggiunto di Bologna è stato invece ‘assolto’ dal Csm per essersi recato nella casa della donna, una volta informato che era stata trovata morta, intromettendosi, secondo l’accusa, nell’attività del pm di turno, Morena Plazzi, nonostante Giovannini sapesse di quel biglietto col suo nome.

Per comprendere le decisioni del Csm occorrerà ora attendere le motivazioni della sezione disciplinare. La censura, applicata a Giovannini, è la penultima, in termini di gravità, tra le sei sanzioni che possono essere comminate a un magistrato (l’ultima è l’ammonimento, la più grave invece è la rimozione) e prevede una dichiarazione formale di biasimo. “Le decisioni giurisdizionali si rispettano e non si commentano”, ha detto Giovannini. “Rimane immutato il mio dolore di uomo per il tragico gesto compiuto dalla signora Guidetti”. Per la vicenda della farmacista, un’indagine penale contro Giovannini, aperta d’ufficio dalla Procura di Ancona con l’ipotesi di istigazione al suicidio, si era chiusa con l’archiviazione delle accuse. Fu archiviato anche un altro procedimento disciplinare del Csm per incompatibilità ambientale.