È il parlamento più costoso d’Europa, nonostante la costante spendig review ne abbia abbassato la dotazione ad “appena” 143 milioni di euro. Quei soldi, però, evidentemente non bastano per eliminare le barriere architettoniche da Palazzo dei Normanni, la storica struttura che ospita l’Assemblea regionale siciliana. Non si spiega altrimenti l’imbarazzante situazione che si è verificata questa mattina all’entrata del parlamento siciliano. Alcune persone con disabilità, infatti, sono arrivate al piano terra dell’Ars per partecipare alla riunione della commissione Sanità, convocata proprio per affrontare il problema dell’assistenza domiciliare che la Regione Siciliana dovrebbe fornire ai disabili gravissimi ma che fino a oggi garantisce soltanto a singhiozzo.

Quella riunione era stata fissata all’interno della sala Rossa, al secondo piano del palazzo che fu dimora di Federico II. Solo che gli scivoli mobili installati nelle scale che conducono al piano parlamentare non sono adatti per reggere il peso delle carrozzelle più strutturate. La riunione per discutere di disabilità, insomma, si è rivelata inaccessibile per gli stessi disabili invitati a partecipare all’incontro. Un vero e proprio paradosso al quale è stato posto rimedio solo in un modo:  spostando l’incontro in una sala al piano terra, tra l’imbarazzo degli assistenti parlamentari e la rabbia dei familiari che accompagnano i disabili.

 “Avevamo informato gli uffici dell’Assemblea una decina di giorni fa sulla necessità di avere degli scivoli per le carrozzelle strutturate, quando siamo arrivati a Palazzo e abbiamo visto quelli sistemati siamo rimasti di stucco”, dicono alcuni familiari dei disabili. A darsi da fare per aiutarli sono stati gli stessi assistenti del parlamento siciliano, coordinando gli ascensori di palazzo dei Normanni. Vista l’inaccessibilità del secondo piano, infatti, la riunione della commissione Sanità è stata spostata in una sala improvvisata, allestita all’ultimo minuto negli uffici occupati dal gruppo parlamentare di Sicilia democratica, nel cortile Fontana, che si trova al piano basso del Palazzo.  Il risultato è che l’incontro, previsto per le ore 10 e 30, e cominciato con quasi due ore di ritardo.  

“Ci siamo sentiti umiliati per le modalità dell’incontro avvenuto oggi all’Ars. Avevamo comunicato con parecchio anticipo rispetto all’appuntamento odierno tutti i dati precisi del peso delle carrozzine, persino la larghezza delle gomme. Ci avevano assicurato che saremmo riusciti a entrare nella sala dell’incontro senza problemi ma così non è stato. Con disappunto, oltre che stupore, ci siamo trovati di fronte ad un ascensore, ristrutturato da circa un anno anche per rendere accessibile il luogo alle persone disabili, neanche adatto alle nostre carrozzine”, racconta a Ilfattoquotidiano.it Alessio Pellegrino, un ragazzo tetraplegico di Palermo presente all’incontro.

“Siamo stati costretti dopo un’attesa di più di un’ora – aggiunge – a salire su rampe mobili pericolose per il passaggio di carrozzine elettriche. Siamo delusi per il poco riguardo dimostratoci. È stato molto deprimente vedere una classe politica così distante rispetto i più deboli e che, tra l’altro, pretende proprio dalle persone con disabilità le soluzioni per risolvere i problemi denunciate dalle stesse associazioni o singoli individui.”

Soltanto l’ennesima debacle della Sicilia in tema di disabilità, arrivata praticamente al culmine di alcune settimane di emergenza. Sull’isola, infatti, la Regione dovrebbe fornire a migliaia di disabili gravissimi un’assistenza domiciliare 24 ore su 24. Da tempo, però, l’assistenza garantita si limita soltanto a qualche ora a settimana: per il resto del tempo i disabili devono pagarsi da soli gli assistenti domiciliari. Il caso era esploso due settimane fa dopo la denuncia pubblica di Alessio e Gianluca Pellegrino, due fratelli tetraplegici residenti di Palermo, che avevano ottenuto un appuntamento con l’assessore regionale alle Politiche sociali, Gianluca Miccichè. Chiedevano che gli fosse fornita l’assistenza domiciliare come previsto dalla legge. Il caso era diventato pubblico grazie ad un servizio delle Iene: prima Micciché aveva disertato l’appuntamento con i fratelli Pellegrino, lasciati per otto ore ad attendere in sala d’aspetto. Poi – dopo le polemiche – l’assessore si era recato a casa dei due fratelli per chiedere loro “una mano a restare” in carica, senza doversi dimettere. Una fattispecie che si è verificata dopo il secondo servizio della trasmissione Mediaset: in onda, infatti, era andata la surreale richiesta d’aiuto del politico ai due fratelli in carrozzella.

Dopo le dimissioni di Micciché da assessore, dunque, in campo era sceso addirittura Pif, che aveva guidato al protesta di un gruppo di disabili davanti Palazzo d’Orleans, sede del governatore Rosario Crocetta. Il presidente, però, non era in ufficio ed era stato raggiunto al telefono dal regista. “Siamo nervosi, qui c’è una emergenza! Ci sono 3.600 disabili senza assistenza. Se lei non è capace di trovare i soldi, si dimetta“, aveva urlato Pif al governatore: un dialogo immortalato da un video diventato subito virale. “Abbiamo accertato che i disabili gravissimi in Sicilia sono 2.700 e non 3.600. Questo lavoro di chiarezza l’abbiamo fatto col supporto delle Asp. Intanto abbiamo attivato una serie di misure che ci consentono di quantificare in 560 milioni la dotazione del fondo per la disabilita”, dice Crocetta, arrivato a Palazzo dei Normanni proprio per partecipare alla riunione della commissione Sanità. Quella per discutere dei servizi da fornire alle persone con disabilità ma inaccessibile agli stessi disabili.

(Ha collaborato Renato La Cara)