Tumore al seno, visite gratis e prevenzione: al via la campagna di Komen. Il professor Masetti: “Il 40% dei casi si può evitare”
La mano trattiene una veste bianca, che lascia scoperta una parte del seno destro, verso cui lo sguardo della donna sembra andare. È un ampio dettaglio dell’Odalisca del pittore Francesco Hayez, conservata alla Pinacoteca di Brera a Milano e che è stata scelta quest’anno – dopo la Venere di Botticelli, la Fornarina di Raffaello, Paolina Borghese di Canova ed altre donne simbolo – come immagine della settima campagna “La Prevenzione è il nostro capolavoro”, presentata oggi a Roma presso il ministero della Cultura. E proprio il ministero della Cultura, insieme a Komen Italia e quest’anno, per la prima volta, il ministero della Salute si sono uniti nel comune obiettivo della sensibilizzazione sui tumori al seno, di cui proprio ottobre è il mese internazionale.
I numeri rendono l’ampiezza e la capillarità della campagna realizzata dall’associazione no profit – di cui è ambasciatrice la condirettrice de il Fatto quotidiano Maddalena Oliva e sostenuta in passato anche dalla Fondazione del Fatto –: oltre 6mila donne sottoposte a esami gratuiti, sei tappe della durata di una settimana in sei città (Milano, Parma, L’Aquila, Salerno, Taranto, Reggio Calabria), quattro Race For The Cure (Brescia, Matera, Napoli, Pescara), 96 Walk For The Cure, 36 eventi sportivi di sensibilizzazione, due giornate finali presso l’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma (con cerimonia di chiusura all’arena del Colosseo). E soprattutto circa 25 milioni di utenti raggiunti tramite tv, radio, giornali e web, con 430mila euro raccolti.
“Se tutte le donne adottassero stili di vita sani”, ha dichiarato il professor Riccardo Masetti, fondatore di Komen Italia e direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Senologica del Policlinico Gemelli, “il 40% dei tumori del seno – che con 56.000 nuove diagnosi ogni anno rimangono al primo posto per incidenza e come causa di mortalità per cancro nella popolazione femminile – non esisterebbe”. Per far capire in concreto come opera la campagna di sensibilizzazione, è stata illustrata la scansione della settimana di eventi nelle città: si parte con una conferenza stampa locale di presentazione, che dà avvio ad esami gratuiti a target specifici di donne con accesso limitato alla prevenzione. Quali siano lo ha spiegato sempre Masetti: “Donne detenute, (grazie alla collaborazione con la Fondazione Severino e un protocollo con il Ministero della Giustizia), donne anziane fuori dallo screening, madri caregiver che spesso non hanno tempo per sé e rischiano di arrivare con tumori più avanzati (progetto “Proteggi chi cura”), donne in condizioni di fragilità socio-economica (in collaborazione con la Caritas), infine suore delle congregazioni religiose femminili, che non hanno i fattori protettivi della gravidanza e dell’allattamento”. Alle visite si affiancano le lezioni di educazione alla prevenzione nelle scuole, eventi divulgativi-scientifici in un polo museale, raccolta fondi ma anche, nel weekend, lezioni di sport e fitness e laboratori di benessere e alimentazione. Contemporaneamente, quattro Unità Mobili della Carovana della Prevenzione di Komen Italia offriranno gratuitamente mammografie, ecografie, visite cliniche e consulenze specialistiche.
I tumori del seno, d’altronde, restano al primo posto per incidenza e come causa di mortalità per cancro nella popolazione femminile, con 56.000 diagnosi ogni anno. La prevenzione secondaria, o diagnosi precoce, può identificare la malattia in fase iniziale e curarla, con percentuali di guarigione che superano il 90%. Purtroppo, permangono disuguaglianze nell’accesso agli screening, con una divario tra le regioni del Centro-Nord e quelle del Sud e insulari.
A fare chiarezza su quali esami fare e quando, rispondendo ai dubbi delle donne, è sempre Riccardo Masetti: “Il nostro sistema sanitario”, ci spiega, “offre lo screening gratuito nella fascia più rappresentata della popolazione, estesa dai 69 ai 74. Ma noi suggeriamo di fare un controllo ogni anno a partire dai 40 anni, con una mammografia. Inoltre, siccome con l’età il rischio cresce, i controlli servono anche in età avanzata, anche se nelle donne più anziane la parte ghiandolare si assorbe quindi il seno è più ‘leggibile’”. L’invito, insomma, è soprattutto uno. Lo ha riaffermato la dottoressa Alba Di Leone, presidente di Komen Italia: “Accendiamo la prevenzione”, ha dichiarato. “Trasformiamola in un’attitudine, in un modo di stare al mondo. Mettiamo al centro la nostra salute e quella di chi ci sta accanto. Superiamo la paura dei controlli e miglioriamo il nostro stile di vita, senza alibi. Così renderemo sempre più concreto il nostro capolavoro collettivo: la prevenzione”.
Sul fronte della cultura sono 34 i monumenti che saranno illuminati di rosa – tra cui, oltre al Colosseo (il primo ad accendersi stasera alla presenza dei ministri Giuli, Schillaci e della presidente Di Leone), il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma, il Museo Nazionale d’Abruzzo, la Pinacoteca di Brera, i Parchi Archeologici di Paestum e Velia, il Castello di Taranto, il Museo Archeologico di Reggio Calabria – mentre 176 saranno i musei gratuiti per i sostenitori della campagna. “La prevenzione entra nei luoghi della cultura e la cultura si mette al servizio della prevenzione, rafforzando il senso di una comunità che si prende cura di sé”, ha detto alla presentazione Valentina Gemignani, Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura, mentre Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, ha spiegato che “la cultura è medicina”, e come “le istituzioni culturali possano costruire alleanze con realtà della società civile per promuovere una cultura della consapevolezza”.