La giustizia in Italia non funziona perché si vuole che non funzioni. Conviene al sistema, in primis alla classe politica e agli amministratori pubblici“. Così a Piazzapulita (La7) il direttore de ilfattoquotidiano.it, Peter Gomez, risponde al conduttore Corrado Formigli sul rischio frequente che le inchieste giudiziarie, affrontate dalla stampa, si arenino in prescrizioni o si perdano in mille rivoli. Gomez spiega: “Negli ultimi 20 anni, dall’inchiesta su Mani Pulite, abbiamo assistito a tutta una serie di riforme, il cui obiettivo ultimo era quello di non far funzionare la giustizia. Adesso abbiamo un fenomeno nuovo. Si dice una cosa correttissima, e cioè che dobbiamo essere tutti garantisti, ma nella vita quotidiana applichiamo criteri diversi. C’è tanta gente, che pur non essendo sottoposta a processo, non invitiamo a casa nostra, ma sappiamo che è mascalzona”. Il giornalista sottolinea: “La politica delega alla magistratura la selezione della classe dirigente. In caso di condanna in ultimo grado, il politico di turno viene rimosso dal suo ruolo, perché lo dice la magistratura. Ma dato che il sistema non funziona, i politici sanno che il più delle volte arriva la prescrizione. Oppure si ricorre al cambiamento della legge, come avvenne con Berlusconi nel caso della legge sulla concussione. Arrivare a una condanna in Italia è complicatissimo”. Il direttore de ilfattoquotidiano.it ribadisce l’importanza del principio della precauzione e si scontra con il giornalista dell’Unità, Mario Lavia, sulla gravità politica dell’inchiesta Consip: “Lotti e Marroni devono dimettersi. Se Marroni fosse un calunniatore, non vorrei che chi amministra due miliardi e 700 milioni di soldi pubblici, pagati con le mie tasse, fosse uno che commette reati”