“Lei ha svenduto il patrimonio economico italiano a società private, e non si è battuto per cambiare i criteri scellerati di Maastricht. Questa Europa non è un’Europa che lei può definire non sua”.  L’accusa arriva da una studentessa appartenente alla rete Rethinking Economics Italia che, nel corso di un incontro organizzato il 23 febbraio all’Università di Bologna, si è rivolta all’ex premier Romano Prodi (ospite dell’evento) usando parole durissime. La ragazza ha preso il microfono e il suo intervento si è trasformato presto in una vera e propria accusa all’ex presidente della Commissione europea. “Siamo una generazione abbandonata dalle istituzioni, una generazione di disoccupati e di lavoratori poveri. Adesso – ha detto ancora a Prodi – non le chiedo, come fa qualcuno, di formare un nuovo partito o ricandidarsi per riparare alla situazione. Però le chiedo, come minimo, che riconosca i suoi errori e che condanni le politiche neoliberiste che ci hanno portato a questa situazione”. Il professore ha ascoltato in silenzio per poi replicare punto per punto. “Anche se me lo chiedesse non mi candiderei, stia tranquilla – ha risposto ironicamente – Lei dice di fare parte della Generazione Erasmus ma come rimedio vuole ripristinare le frontiere, mi pare strano. Se siamo in questa situazione – ha poi spiegato – non è colpa dell’Unione Europea“.