“No, non avevo mai sentito parlare di questa polizza. Ho scoperto che sono uno strumento di investimento. Sa, ne ho intestata una anche a lei. E Grillo mi ha detto che farà più polizze per tutti”. Sorride, ride, scherza Virginia Raggi. Anche se chi l’ha vista stamattina nel suo ufficio la descrive stanca, provata anche fisicamente dal lungo interrogatorio in procura della sera prima e una notte difficile. E lei stessa ammette a un certo punto: “Sì, ho pensato alle dimissioni”. Ma davanti alle telecamere fa di tutto per mostrarsi “serena”, come ha sempre sostenuto di essere in tutti questi mesi difficili e pure dopo l’inchiesta. Ogni tanto il sorriso si contrae in una smorfia, più di fastidio che di imbarazzo. Ad esempio quando le domande di Enrico Mentana si concentrano sul suo rapporto con Salvatore Romeo e su quelle che la sindaca definisce le “insinuazioni continue della stampa”. Nonostante il direttore non le chieda mai della sua presunta relazione col funzionario, già smentita dai diretti interessati.

Ospite di Mentana nella trasmissione “Bersaglio mobile” (in onda questa sera su La7 a partire dalle 21.10), la sindaca di Roma risponde a tutti gli interrogativi sui sospetti che le sono piovuti addosso nelle ultime ore dopo la scoperta di una polizza intestata a suo nome dal dipendente comunale. La versione della sindaca è la stessa già fornita nelle prime smozzicate dichiarazioni in mattinata, e poi in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. “Sono rimasta sgomenta, in queste ore mi sono fatta una cultura e ho scoperto che funzionano come investimenti. Sono uno strumento finanziario, comunque legale”, afferma, tra un sospiro e un sorriso. “Io non ho preso un soldo e mai lo prenderò, non vedo beneficio. Questo ci tengo a specificarlo”.

Un chiarimento, del resto, era necessario dopo le ultime 24 ore. I suoi consiglieri – rimasti “tristemente sorpresi” dalle rivelazioni sulla polizza di Romeo (per usare le parole della consigliera Monica Montella) – forse si aspettavano un confronto interno. Una riunione, delle spiegazioni. “La sindaca le fornisce sempre a tutti” dice il suo vice Luca Bergamo. Ma nel corso della giornata non c’è tempo per un vertice di maggioranza, rimandato eventualmente a tarda serata. Per ore la sindaca si chiude nel suo ufficio circondata da poche persone: i fedelissimi del suo staff, il parlamentare-tutor Alfonso Bonafede, primo ad arrivare trafelato in Campidoglio questa mattina. Soprattutto il capo della comunicazione Rocco Casalino, entrato a Palazzo Senatorio subito dopo pranzo, probabilmente per preparare la sindaca al confronto con Mentana.

Addestramento lungo e minuzioso, al punto che la registrazione dell’intervista, inizialmente programmata per le 17, slitta di oltre un’ora e mezza. Anche il direttore del Tg La7 non gradisce il ritardo. Quando arriva, la sindaca è pronta e in mezz’ora di domande a 360 gradi si difende senza grandi esitazioni. Prende ancora una volta le distanze da Raffaele Marra (“Ho già chiesto scusa per essermi fidata delle persone sbagliate”), e parzialmente anche da Salvatore Romeo, i suoi ex fedelissimi in Campidoglio: “Non l’ho chiamato perché ero arrabbiata. Ho parlato a lungo con i miei legali, lo hanno sentito loro per me. Io non faccio investimenti, al più i soldi li metto nel materasso”. Non lo scarica del tutto, però: “Ci siamo conosciuti nel 2013, ci ha aiutato molto in Comune e con tutti noi consiglieri sia era creato un rapporto di amicizia. Credo che lui abbia commesso una grande leggerezza, voglio vederci la buona fede. Lo critico soprattutto per non avermi detto nulla. Appena lo vedrò gli chiederò di cambiare l’intestazione della polizza”.

C’è spazio anche per altri temi. La Raggi vorrebbe parlare “delle cose buone fatte per Roma: abbiamo approvato un bilancio nei termini di legge, non dico che siamo degli eroi ma quasi”. Mentana le chiede del presunto accanimento mediatico e di quanto possa aver pesato il no alle Olimpiadi di Roma 2024 (proprio oggi scadeva il termine per la presentazione del dossier: il ritiro dell’Italia è diventato definitivo). “I Giochi l’abbiamo sempre detto, sono un buco nero e un’occasione di speculazione, specie in questo momento storico. Noi ci siamo opposti e credo che questo abbia scontentato molti”. Quello del complotto anti-M5s, del resto, è uno dei mantra ripetuti quasi ossessivamente da attivisti e sostenitori del Movimento. Ma nonostante la difesa davanti alle telecamere, sulla sindaca restano comunque i dubbi di una vicenda (quella della polizza) ancora tutta da chiarire e un’inchiesta dall’esito, anche politico, imprevedibile. Tutte quelle difficoltà di questi ultimi mesi che per un attimo l’hanno portata anche a ipotizzare le dimissioni. “Non posso dire di non averci pensato – ammette – ma abbiamo un progetto importante per Roma che merita di essere portato avanti”. Almeno per il momento.

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