Aspettando domenica 29 gennaio, il giorno della finale tra Roger Federer e Rafael Nadal, i due re del tennis nel nuovo millennio, il cemento degli Australian Open ha regalato un’altra finale destinata a entrare negli annali di questo sport: Serena Williams ha battuto in due set con un doppio 6-4 la sorella Venus, diventando per la settima volta la regina d’Australia e conquistando il 23esimo torneo dello Slam che le permette di superare in classifica la tedesca Steffi Graf e portarsi a una sola lunghezza dalla primatista Margaret Court. Grazie a questo successo, Serena tornerà da lunedì numero 1 del ranking Wta, scalzando Angelique Kerber.

Una finale, quella tra le due sorelle Williams, che in pochissimi avrebbero pronosticato alla vigilia. Erano passati 14 anni dall’ultima volta che le due si erano affrontate nella gara valida per la vittoria dello Slam australiano. Inoltre, mentre la più giovane Serena anche negli ultimi anni, quando ha voluto, ha fatto incetta di vittorie, la sorella maggiore Venus, 36 anni e 7 mesi, non giocava una partita così importante dal 2009 ed è stata capace di tornare a livelli altissimi nonostante una malattia, la sindrome di Sjogren – una malattia infiammatoria autoimmune – che in molti casi è completamente invalidante. Il match in realtà ha avuto l’esito più scontato, con Serena capace di tenere una velocità di palla più alta e dominare le emozioni meglio della sua sorella-avversaria. Primo set con 5 break su 9 game totali. Sotto 3-2, Serena ha allungato sul 5-3 per poi chiudere 6-4. Nel secondo parziale invece è risultato decisivo il break arrivato nel settimo game, sul punteggio di 3-3. A Serena è bastato a quel punto mantenere il turno di servizio, chiudendo nuovamente 6-4, per portare a casa il torneo senza cedere un set alle rivali.

Il ritorno di una finale tutta in casa Williams è anche la dimostrazione del mancato ricambio generazionale che ha vissuto il tennis femminile. Sarà probabilmente un’ultima volta, ma dimostra come, aspettando il rientro di Maria Sharapova dalla squalifica per doping, il circuito non offra giocatrici in grado di prendersi lo scettro di campionesse. Serena torna ora numero 1 al mondo, un obiettivo che non le interessa, visto che ha sempre puntato alle vittorie nei tornei dello Slam piuttosto che alla continuità nell’intero arco della stagione. Ma è la dimostrazione che, quando è in forma, nessuna avversaria è ancora in grado di contrastarla. “Ringrazio Venus, è una persona straordinaria. Non sarei a 23 Slam senza di lei, non avrei ottenuto niente senza di lei. È l’unico motivo per il quale sono ancora qui – ha detto la vincitrice degli Australian Open rivolgendosi alla sorella – È stato straordinario quello che è riuscita a fare per tornare a questi livelli, merita un applauso”. “Sono sicura che sarà di nuovo qui il prossimo anno”, ha aggiunto la campionessa statunitense.