Sale a 21 il numero delle vittime dell’hotel Rigopiano, l’albergo in provincia di Pescara travolto mercoledì 19 gennaio scorsi da una valanga. I Vigili del Fuoco, che lavorano senza sosta, hanno recuperato nella notte altri corpi dal groviglio di macerie e neve. Le ultime persone estratte senza vita non sono state ancora identificate. I dispersi a questo punto sono 8 e ormai le speranze di trovare qualcuno ancora in vita sono fievoli. C’erano 40 persone nell’hotel quando la montagna è venuta giù valanga: 28 ospiti, di cui 4 bambini tutti trovati vivi, e 12 dipendenti, compreso il titolare Roberto Del Rosso e un altro dipendente Faye Dame. Nel pomeriggio in provincia di Pescara, si è svolto il funerale di Gabriele D’Angelo, 31 anni, cameriere nell’albergo. A Farindola invece le esequie di Alessandro Giancaterino, fratello dell’ex sindaco Massimiliano, anche lui dipendente della struttura, ucciso dalla slavina.

La telefonata d’allarme. “Albergo crollato? La mamma degli imbecilli è sempre incinta”
Il quotidiano La Repubblica ha pubblicato la ricostruzione della prima telefonata d’allarme, quella fatta dal ristoratore Quintino Marcella e bollata come “uno scherzo” da imbecilli” dall’operatrice della Protezione civile. Sono le ore 18 e 20 del 18 gennaio e l’uomo ha appena ricevuto un messaggio Whatsapp da Parete. “Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su Whatsapp cinque minuti fa, l’albergo di Rigopiano è crollato, non c’è più niente… Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli… intervenite, andate lassù”, dice. L’operatrice della Protezione civile però non gli crede: “Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli“.”No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su Whatsapp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto… sta piangendo, è in macchina… lui è uno serio, per favore”, replica il ristoratore. La donna però non si fa persuadere. “Senta, non ce l’ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono. Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?”.

Il riferimento era per la stalla dell’allevatore Pietropaolo Martinelli, che aveva subito danni al tetto a causa del terremoto. Quella stalla si trova a pochi metri dall’hotel Rigopiano, da dove Parete ha appena provato a lanciare l’allarme. “Come si chiama quel cuoco?”, chiede l’operatrice della Protezione civile. “Giampiero Pareti. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino…”, risponde Marcella. “Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira ‘sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene”. “Ma come è possibile?”.  “La mamma dell’imbecille è sempre incinta. Il telefonino… si vede che gliel’hanno preso…”. Alla Protezione civile non credono che una valanga abbia distrutto l’hotel Rigopiano. Non ci credono perché alle 17 e 40 telefonano al direttore dell’albergo, Di Tommaso, dopo che lo stesso Parete aveva provato a lanciare l’allarme al 118, prima di rivolgersi a Marcella. Di Tommaso però smentisce che l’albergo sia crollato: “Non mi risulta“, dice, visto che si trova a Pescara e non a Farindola. Ed è per questo motivo che i soccorsi si attiveranno soltanto dopo le 19 e 45: un’ora e mezza dopo l’allarme di Marcella. Quando sarà ormai calato il buio.

I soccorritori: “Dobbiamo continuare a cercare”
Non ci fermeremo fino a quando non avremo la certezza che non ci sia più nessuno sotto le macerie o sotto la neve. Dobbiamo continuare a cercare fino alla fine”, ha detto il funzionario del Dipartimento della Protezione Civile Luigi D’Angelo. “Si sta scavando nel cuore della struttura – ha aggiunto – nella zona tra le cucine, il bar e la hall. Fino a quando non avremo trovato tutti andremo avanti”. Fino ad oggi sono 11 i sopravvissuti dalla tragedia. Oltre al  cuoco Giampiero Parete e il dipendente dell’hotel Fabio Salzetta – che erano all’esterno della struttura – si aggiungono la moglie di Parete, Adriana Vranceanu, il figlio Gianfilippo e i tre bimbi recuperati successivamente: l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo. Estratti vivi dal ghiaccio e dai detriti anche Giampaolo Matrone, Francesca Bronzi,Vincenzo Forti e Giorgia Galassi: gli ultimi due sono stati già dimessi dall’ospedale di Pescara.

Le indagini e la struttura costruita su cumuli di detriti
Testimonianze, acquisizioni, documenti, autopsie: l’inchiesta della Procura di Pescara prosegue su più fronti. Sono stati ascoltati Giorgia Galassi e Vincenzo Forti i due fidanzati di Giulianova e sono state eseguite altre autopsie. Il fronte delle indagini cerca particolari precisi su tutto quello che poteva essere fatto prima, cioè per la gestione dell’emergenza e per il durante, cioè capire se in quel disastro totale che era l’Abruzzo di quelle ore, tutto sia stato fatto per arrivare in tempo a Rigopiano. Le turbine per esempio: in Abruzzo l’Anas ne ha nove. Quella di Penne non si è mai fermata, ha spazzato la ss 81 di competenza dell’Anas, ma sarebbe stata più necessaria altrove? E chi avrebbe dovuto decidere? È al vaglio insomma la catena di comando dei soccorsi, le responsabilità precise delle sale operative.

Nell’inchiesta intanto irrompe come un macigno la sentenza del 2016 sulla presunta corruzione nei lavori di ristrutturazione del 2007-2008. Il Forum H2O ha annunciato che la invierà al Csm per le valutazioni. Nella sentenza in merito ai presunti abusi su terreni demaniali ad uso civico pastorale si confermano gli abusi, sanati successivamente da una delibera del Comune che diventò oggetto di accusa della Procura e si parla di assunzioni clientelari. Lunedì il procuratore di Pescara Cristina Tedeschini, in conferenza stampa, ha detto che l’indagine verterà su “struttura, valanga, viabilità e comunicazioni”.  Come era già emerso nei giorni scorsi, infatti, la struttura risulta costruita sopra colate e accumuli di detriti preesistenti compresi quelli da valanghe. La “testimonianza” documentale – evidenziata dal Forum H2O Abruzzo – arriva dalla mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo sin dal 1991, ripresa e confermata nel 2007 dalla mappa del Piano di Assetto Idrogeologico della Giunta Regionale. Al vaglio degli inquirenti, saranno passati anche le allerte ignorate sulla slavina che ha travolto 39 persone. Come per esempio la mail per chiedere un intervento” urgente mandata dal direttore dell’albergo alle autorità alle ore 7 del 18 gennaio. Undici ore dopo sarebbe arrivata la valanga.