“Si rappresenta un mondo gay tutto luccicante, tutto bello, poi però i Foffo e i Prato non vengono raccontati”. A dirlo in un’intervista a Radio Cusano Campus è il senatore Carlo Giovanardi, che ha voluto creare un nesso tra gli omosessuali e i due presunti assassini di Luca Varani, il 27enne torturato e poi ucciso sadicamente la sera del 5 marzo 2016, dopo un festino a base di alcol e droga nell’appartamento di Manuel Foffo al Collatino, Roma.

“L’altro giorno a Domenica in hanno fatto gli auguri alle quattro del pomeriggio a due uomini che coronano il loro sogno d’amore col matrimonio – dice Giovanardi – E quella di Rai Tre poi è una provocazione, fare quel programma nel periodo delle feste di Natale. Era ovviamente una provocazione. Sembra che le coppie etero non siano di moda. Si rappresenta un mondo gay tutto luccicante, tutto bello, poi però i Foffo e i Prato non vengono raccontati. C’è tutto un lato oscuro nel mondo gay che viene completamente sottaciuto. Gli omosessuali hanno un tipo di sessualità che è meno indirizzata alla monogamia”.

Parole immediatamente condannate da Ivan Scalfarotto, deputato Pd e sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico: “Mi ritengo fermamente un garantista e un liberale, ma ritengo che le frasi del Senatore Carlo Giovanardi – che nel corso di una trasmissione radiofonica ha sostenuto che il ‘mondo gay’ dovrebbe essere raccontato attraverso la vicenda di due criminali come gli assassini di Luca Varani – dovrebbero comportare delle sanzioni penali”, scrive Scalfarotto su Facebook. “Sarebbe accettabile” si chiede il sottosegretario “se qualcuno sostenesse che il ‘mondo etero’, per usare il curioso linguaggio del senatore, dovrebbe essere rappresentato attraverso la vicenda delle centinaia di uomini che uccidono le loro mogli e compagne ogni anno?”. “L’omofobia” dice ancora l’esponente Pd (primo firmatario di un disegno di legge in materia approvato già da più di tre anni dalla Camera dei deputati e da allora dimenticato dal Senato) “non può essere certo combattuta soltanto con le sanzioni penali; credo che il giudice debba intervenire soltanto in pochissime situazioni di estrema gravità. Ma credo anche fermamente che il diritto di milioni di pacifici cittadini di vivere nella dignità e nella libertà vada difeso con rigore, anche dalla legge.” “È tempo che il Pd” conclude Scalfarotto “riprenda l’iniziativa su questo tema e torni protagonista di questa battaglia di civiltà. Proprio come quella sulle unioni civili, riconosciuta universalmente come uno dei principali successi del Governo Renzi”.