Finale a sorpresa, per la puntata di giovedì sera di X Factor, il talent show in onda su SkyUno condotto da Alessandro Cattelan. I Daiana Lou, duo talentuoso del team di Alvaro Soler, si sono autoeliminati dalla gara, anticipando il risultato del televoto che li vedeva in ballottaggio con Fem e Loomy per poter restare in corsa: “Questa centrifuga ci sta facendo male, non si può passare nella stessa giornata dal memorial di un ragazzo (lo splendido e toccante omaggio iniziale a Cranio Randagio, il rapper romano morto qualche giorno fa, ndr) alla pubblicità delle patatine”.

Un gran rifiuto clamoroso, che ha spiazzato Cattelan e i giudici del programma, innescando anche un dibattito in diretta tra chi, come Fedez, ha accusato i due ragazzi di aver tolto il posto a qualcuno che aveva più voglia di partecipare al programma, e chi, invece, come Arisa e Manuel Agnelli, si sono mostrati più comprensivi nei confronti della loro scelta: “Ci hanno messo il sangue qua dentro, – ha detto il frontman degli Afterhours – evidentemente in corso d’opera hanno fatto una considerazione che non potevano fare prima di conoscere questo mondo”.

Il ritiro dei Daiana Lou è stato provvidenziale per la squadra degli under uomini guidatda da Arisa, visto che secondo il televoto dei telespettatori da casa (ieri giudici unici della puntata), a lasciare il palco di X Factor sarebbero stati Fem e Loomy. Il primo, in effetti, è l’unico eliminato della puntata, con il rapper che si è salvato solo grazie al passo indietro dei colleghi. Un colpo di scena in diretta, dunque, che ha dato pepe sul finale a una puntata che era iniziata, appunto, con un delicato e sincero omaggio a Cranio Randagio, che lo scorso anno era arrivato fino agli home visit con Mika, morto a Roma qualche giorno fa in circostanze ancora da chiarire. I concorrenti di X Factor di quest’anno e della scorsa edizione si sono esibiti sulle note di un pezzo di Vittorio Andrei (questo il vero nome del ragazzo), usando solo la musica e un’atmosfera particolarmente toccante ed evitando ogni commento superfluo che avrebbe rischiato di banalizzare un momento di intensa partecipazione.

Per quanto riguarda la gara, invece, la puntata è stata divisa in tre manche, con altrettanti concorrenti candidati alla doppia eliminazione prevista. Come dicevamo, a decidere il destino dei ragazzi era chiamato solo il pubblico da casa attraverso il televoto, con i giudici costretti ad assistere impotenti alle scelte che arrivavano da casa. E Arisa ha seriamente rischiato di restare senza concorrenti già a questo punto della competizione, visto che gli ultimi due ragazzi della sua squadra (Fem e Loomy) hanno dovuto affrontare il ballottaggio con i Daiana Lou.

Il ritiro dei due ragazzi romani che vivono a Berlino ha riacceso anche sui social la vecchia questione su cosa è e cosa deve essere X Factor. È televisione, innanzitutto, e ricordarlo non sarebbe male. I Daiana Lou hanno dichiarato in diretta di non aver mai visto prima il talent ideato da Simon Cowell, ma di sicuro anche tra le vibranti strade di Berlino sarà arrivata l’eco di un format globale che da ormai un decennio è protagonista dei palinsesti televisivi italiani (prima in Rai e ora su Sky). Si può legittimamente decidere di fare un passo indietro, dopo aver conosciuto la “macchina” dall’interno, ma tendiamo a diffidare di chi improvvisamente è toccato da una salvifica epifania, accorgendosi che X Factor è uno show televisivo che vive anche di sponsor e product placement.

E pensare che i Daiana Lou sono stati tra i più apprezzati concorrenti di questa edizione, dotati di indubbio talento e originalità, e che probabilmente sarebbero arrivati molto avanti (forse in finale). Fare un passo indietro è una scelta coraggiosa, da un certo punto di vista, perché si rinuncia a una vetrina importante. Allo stesso tempo, però, sembra anche una mossa paracula, per la serie “mi si nota di più se…”. E anche l’omaggio a Cranio Randagio, che i due ragazzi hanno utilizzato come parte della motivazione che li ha spinti a rinunciare, perde così di efficacia, viene forse strumentalizzato colpevolmente per mettere tutto nello stesso calderone e prendersela, al solito, con i meccanismi dello show business. Eppure è proprio lo show business, nel bene o nel male, a veicolare la musica alle masse. Una musica che può essere di qualità o pessima, ovviamente, ma che senza l’aiuto della tanto vituperata televisione, resterebbe confinata nelle stanzette dei ragazzi che sognano di far questo nella vita.