Il No che supera il 40 per cento di chi va a votare, il che aumenta ma quasi impercettibilmente. Così i contrari alla riforma costituzionale a oggi sono in vantaggio di quasi 5 punti, 40,1 per cento contro il 35,2. Resta però una fetta non irrilevante di indecisi: il 24,7 per cento. Ed è su questa quota, d’altra parte, che si affida ancora oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi. I dati sono quelli dell’ultimo sondaggio prima del 4 dicembre, perché poi comincerà il silenzio regolato dalla legge. La rilevazione è condotta da Emg per il TgLa7 e la consueta raccomandazione è che in sondaggi come questo il margine d’errore resta del 3% per cento rischia, anche se i sondaggi misurano comunque le tendenze.

Secondo l’istituto diretto da Fabrizio Masia, la stima dell’affluenza è intorno al 54 per cento. Emg ricorda anche lo storico degli ultimi 20 giorni. Il Sì è partito da quota 34,7 e oggi è dato al 35,2 quindi con un aumento molto lieve dell 0,5. La tendenza del No invece appare più decisa perché dal 37,6 del 31 ottobre si è passati al 40,1, con un incremento sensibile del 3 per cento. Nel frattempo calano gli indecisi, del 3 per cento in tre settimane. Tutto questo, peraltro, potrebbe cambiare visto che molti osservatori spiegano che molti elettori decidono negli ultimi 15 giorni. Resta da capire se in questo caso questo comportamento sarà decisivo o meno.