Partiamo da un dato di fatto. La prima puntata della nuova stagione di Amore criminale, condotto da Asia Argento su RaiTre, ha ottenuto un risultato misero, che più misero non si può, all’Auditel: Solo 731mila telespettatori, per uno share del 2,96. Freddi e impietosi numeri, che dovranno necessariamente far riflettere i responsabili del programma.

Ma l’esordio dell’attrice romana alla conduzione di un programma molto amato e particolarmente impegnativo della terza rete è stato davvero così terribile? No, affatto, e dopo le polemiche per la sostituzione di Barbara De Rossi alla guida della trasmissione che parla di violenza sulle donne, questo è un punto fondamentale. Molti temevano che Asia Argento non fosse adatta, che fosse sin troppo “disturbante” in un programma che già disturba assai di suo, per le terribile storie di femminicidio che racconta. Ma la Argento che abbiamo visto venerdì sera non è certo quella cupa e un po’ gotica a cui ci ha abituati in passato. Il problema è che l’attrice è imprigionata in un personaggio che lei stessa ha creato negli anni e ora sta tentando di uscirne, di dimostrare di non essere Mercoledì Addams.

La prima prova da conduttrice è andata abbastanza bene. Asciutta e lineare nel racconto delle storie, è sembrata particolarmente efficace come voce fuori campo a commento dei fatti narrati. La parte in studio, invece, è sembrata la più debole. Troppo frenata e legnosa in troppi frangenti, ma potrebbe essere anche solo l’effetto dell’ansia da esordio. Ci si può e ci si deve lavorare, dunque, perché a tratti è davvero sembrata inespressiva, praticamente l’esatto contrario di quello che Asia Argento è solitamente, così viscerale e genuina fino all’irriverenza.

Certo, raccontare di femminicidi e violenza, stalking e tragedie, non è impresa semplice. E probabilmente l’approccio distaccato è una scelta precisa proprio per non trasformare un programma serissimo (e bello assai) in qualcosa di troppo pulp. Ma Asia Argento è stata brava, ha superato (magari non brillantemente) l’esordio e ora deve concentrarsi sulle cose migliorabili. E quel risultato così basso all’Auditel, allora, da cosa può dipendere? Forse il pubblico di RaiTre era abituato a conduttrici rassicuranti, proprio in contrasto con le storie terribili del programma. Camila Raznovich, Luisa Ranieri, Barbara De Rossi: tre signore dalla voce e dall’attitudine tranquillizzanti, contraltari calmanti di una narrazione di vicende orribili, di sangue e morte.

Ecco perché funzionavano meglio di Asia Argento, agli occhi del pubblico televisivo. Ed ecco perché, secondo noi, invece Asia Argento è la conduttrice naturale di un programma del genere. Pur senza essere inquietante come in passato, l’attrice è il personaggio perfetto per accompagnare gli spettatori tra le pieghe spesso orripilanti del femminicidio. Perché Asia Argento è vera, viscerale e spontanea. Ed è quello che serve per mostrare allo spettatore la cruda realtà. O almeno solitamente è vera, viscerale e spontanea, perché ieri sera a tratti è sembrata l’esatto contrario. Ed è questo il primo accorgimento da fare in vista della seconda puntata: lasciarla più libera, meno imbrigliata in schemi autoriali che ne limitano la carica espressiva, trasformandola in un automa che fa bene il compitino ma non appassiona, non coinvolge. Asia Argento deve essere Asia Argento. Solo così Amore criminale potrà raccogliere i frutti di questa scommessa inedita, del rischio che si è corso sostituendo una signora tranquillizzante come Barbara De Rossi con l’attrice meno tranquillizzante del panorama italiano.