Quando l’allora assessore alla Salute e numero due della Lombardia, Mario Mantovani, fu arrestato dall’inchiesta emerse che c’era un altro uomo della giunta Maroni indagato l’assessore all’Economia, Massimo Garavaglia. Il leghista è stato rinviato a giudizio con l’accusa di turbativa d’asta in relazione ad una gara per l’affidamento del Servizio di trasporto di malati dializzati, assieme ad altre 12 persone in un filone del procedimento che un anno fa portò all’arresto di Mantovani.

Il giudice per l’udienza preliminare Gennaro Mastrangelo ha anche ratificato il patteggiamento a 3 anni per l’ex ingegnere del Provveditorato Opere Pubbliche per Lombardia e Liguria, Angelo Bianchi, che venne arrestato, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm di Milano Giovanni Polizzi, assieme a Mantovani e al collaboratore di quest’ultimo, Giacomo Di Capua, che invece è stato mandato a processo. La prima udienza per Garavaglia e gli altri 12 imputati è fissata per il 5 dicembre davanti alla IV sezione penale di Milano. Mantovani, nel frattempo, è già a processo (prossima udienza il 2 novembre), perché nei mesi scorsi ha chiesto e ottenuto di essere giudicato con rito immediato, saltando la fase dell’udienza preliminare.

L’assessore Garavaglia nel procedimento è accusato di un episodio di turbativa d’asta perché avrebbe agito, stando all’imputazione, assieme a Mantovani, per turbare una gara del valore di 11 milioni di euro “per l’affidamento del servizio di trasporto di soggetti nefropatici sottoposti al trattamento dialitico” a favore della Croce Azzurra Ticinia Onlus di Giovanni Tomasini, anche lui rinviato a giudizio oggi, così come l’ex direttore della Asl Milano1 Giorgio Scivoletto. Agli atti un sms tra Mantovani e Garavaglia del marzo 2014 nel quale il secondo segnalava al primo il “problema bando dializzati e croce azzurra”. Nei mesi scorsi, tra l’altro, l’assessore Garavaglia, difeso dall’avvocato Jacopo Pensa, aveva chiesto di essere sentito a verbale dal pm in fase di indagini e si era difeso dall’accusa. Come aveva fatto quando esplose l’inchiesta: “Non riesco a comprendere l’accusa nei miei confronti. Non mi sono mai interessato di gare nel settore della Sanità, non rientra nelle mie competenze, si tratta evidentemente di un errore”.

Tra le persone mandate a processo ci sono anche gli architetti Gianluca Parotti e Gianluca Peluffo, progettista di fama internazionale, alcuni amministratori delle società dell’ex ‘numero due’ del Pirellone e il suo contabile Antonio Pisano. Tra l’altro, Bianchi, che oggi ha patteggiato, lo scorso maggio era stato sentito con la formula dell’incidente probatorio e aveva riferito di essere stato aiutato, a suo dire, da Mantovani per essere reintegrato nel suo incarico (i verbali sono utilizzabili solo nel processo che si aprirà a dicembre). L’ex ingegnere del provveditorato, infatti, era stato sospeso dall’incarico di Responsabile Unico del Procedimento dopo essere stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Sondrio per una vicenda di appalti truccati in Valtellina.