Altra tegola su Ferrovie Sud-Est. La procura di Bari ha aperto un’inchiesta sulla qualità del servizio di trasporto della società dopo un esposto presentato a luglio scorso da una turista milanese in vacanza nella zona di Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce. Si ipotizza il reato di violazione delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro. La posizione dei vertici dell’azienda è al vaglio degli inquirenti. E mentre il commissario straordinario Andrea Viero, sentito da ilfattoquotidiano.it, preferisce non commentare la notizia pubblicata dalla stampa locale, ambienti vicini alla società parlano di “un clima piuttosto pesante” in vista “dell’acquisizione da parte delle Ferrovie dello Stato” dell’azienda commissariata dal 12 gennaio scorso dopo una gestione trentennale (oggi oggetto di diverse inchieste giudiziarie) che l’ha portata ad accumulare debiti per 350 milioni di euro. Solo pochi giorni fa l’intervento del senatore Dario Stefàno, presidente de La Puglia in Più, che ha chiesto al ministro dei Trasporti Graziano Delrio “di riferire in aula” sulla situazione della mobilità nella regione. “I pugliesi – ha dichiarato – hanno il diritto di sapere se esiste un piano di sviluppo e di ammodernamento delle linee gestite da Ferrovie Sud Est”.

L’INCHIESTA DELLA PROCURA – L’esposto della turista milanese è stato presentato a luglio, nel pieno delle polemiche per le condizioni in cui versavano i mezzi. Nello specifico, quel giorno un autista si sarebbe rifiutato di salire a bordo di un autobus della società. La causa? I soliti disagi lamentati da tempo e con cui i macchinisti sono costretti a convivere. Dal climatizzatore fuori uso ai vetri dei finestrini sigillati che, dunque, non si potevano aprire. Il macchinista, originario di Tricase (Lecce), non era salito a bordo, la turista aveva presentato una denuncia e l’uomo è finito nel registro del pubblico ministero Paola Guglielmi per interruzione di pubblico servizio. La posizione del macchinista sarà archiviata a breve. L’uomo, infatti, interrogato dai carabinieri nei giorni scorsi, non ha fatto altro che riferire delle condizioni di lavoro a bordo dei bus di Ferrovie Sud Est. Il magistrato, quindi, ha deciso di andare avanti, stralciando gli atti e aprendo un altro fascicolo. Questa volta oggetto dell’indagine è l’intero sistema delle Ferrovie Sud-Est sul quale saranno avviati accertamenti. Si inizierà con le verifiche degli ispettori dello Spesal a treni e pullman della società. Impianti di climatizzazione, sicurezza, pulizia, documentazione in regola, revisioni, manutenzioni: insomma tutto sarà passato ai raggi x.

L’ESTATE DI DISAGI – D’altro canto i disagi non si sono certo fermati al mese di luglio. A iniziare dai primi di settembre, quando l’azienda fu costretta a lasciare nei depositi 25 treni Atr 220 (con ruote e carrelli usurati) dopo il diktat dell’Ustif, l’ufficio ministeriale che vigila sulla sicurezza sui binari. Tra l’altro, i treni in questione sono quelli acquistati in Polonia e oggetto di un’inchiesta della Procura di Bari che indaga su una presunta truffa ai danni dello Stato per una provvigione da 12 milioni di euro pagata con i soldi della Regione. Ma a fine settembre sono stati diversi i giorni “caldi”, in concomitanza con l’avvio delle scuole. Il 22 settembre a Campi Salentina c’è stata una mobilitazione popolare, dopo i disagi patiti dai pendolari a causa di decine di linee saltate. Questo il clima nel quale, il 25 ottobre prossimo, il cda di Ferrovie dello Stato dovrebbe deliberare per il trasferimento. E non c’è molta scelta. I tempi sono stretti, visto che incombe un’altra data, quella del 18 novembre, in cui è stata fissata l’udienza pre-fallimentare davanti al Tribunale. La società, infatti, deve fare i conti anche con la richiesta di fallimento presentata dalla Procura di Bari a luglio scorso. Per uscire dal vicolo cieco Fse dovrebbe arrivare a quell’udienza con l’ok al trasferimento nero su bianco. Tradotto significa che a garantire per l’azienda pugliese ci sarà direttamente il ministero dell’Economia, socio unico di Ferrovie dello Stato.